MOSCA - La Russia non guarda all’attuazione degli accordi raggiunti ad Anchorage, ma al conseguimento dei propri obiettivi strategici nel conflitto in Ucraina. A ribadirlo è stato il portavoce del Cremlino, Yuri Ushakov, poche ore dopo una nuova ondata di attacchi reciproci tra Mosca e Kiev che ha provocato vittime e danni significativi su entrambi i fronti. 

“Non aspettiamo l’attuazione di questi accordi, aspettiamo la vittoria. Aspettiamo il raggiungimento dei nostri obiettivi”, ha dichiarato Ushakov al giornalista di Vesti Pavel Zarubin, secondo quanto riferito dall’agenzia Tass.

Il consigliere del Cremlino ha inoltre sostenuto che una delle parti firmatarie degli accordi “non è del tutto in grado” di rispettarli, sottolineando che le posizioni espresse da Mosca durante i colloqui di Anchorage “si basavano e si basano sulla nostra attuale posizione di principio in questo conflitto”. 

Le dichiarazioni di Ushakov fanno riferimento al vertice del 15 agosto 2025, quando il presidente russo Vladimir Putin e il presidente statunitense Donald Trump si incontrarono in una base militare in Alaska. Al termine dei colloqui, Putin indicò la guerra in Ucraina come il tema centrale del confronto e auspicò una svolta nelle relazioni tra Mosca e Washington, arrivando a invitare Trump in Russia.  

Da parte sua, il presidente statunitense parlò di progressi nei negoziati, pur riconoscendo che non tutte le questioni sul tavolo avevano trovato una soluzione condivisa. A distanza di mesi, tuttavia, i combattimenti continuano e le parole del Cremlino sembrano confermare che Mosca considera gli accordi raggiunti ad Anchorage solo un passaggio all’interno di una strategia più ampia, il cui obiettivo dichiarato resta la vittoria sul campo. 

Infatti, a mesi di distanza, la guerra continua senza segnali concreti di de-escalation. Nella notte le autorità russe hanno chiuso temporaneamente tutti e quattro gli aeroporti di Mosca dopo l’intercettazione di numerosi droni diretti verso la capitale. Il sindaco Sergei Sobyanin ha riferito su Telegram che le difese aeree hanno abbattuto 59 velivoli senza pilota. Terminata l’emergenza, gli scali sono stati riaperti alle 5.39. 

Secondo fonti ucraine e canali di monitoraggio, i droni di Kiev hanno colpito anche la centrale termoelettrica di Tavriyska, in Crimea, durante quello che viene descritto come un attacco su larga scala. Esplosioni sono state segnalate inoltre nelle regioni occupate di Donetsk e Zaporizhzhia. Nella città di Berdiansk, sempre nella regione di Zaporizhzhia, è stato registrato un vasto incendio. 

L’attività delle difese aeree russe è stata segnalata anche nei pressi della raffineria di petrolio di Mosca, mentre diversi testimoni hanno riferito di intercettazioni di droni in varie aree dell’oblast’ della capitale. 

Le forze ucraine avrebbero inoltre colpito con un missile un impianto di semiconduttori a Voronezh. A riferirlo sono fonti non ufficiali russe e ucraine. Il governatore della regione, Aleksandr Gusev, aveva annunciato un’allerta missilistica alle 11.40 ora locale. Lo stabilimento Sborka (VZPP-S) è considerato uno dei principali produttori di componenti microelettronici della Russia, utilizzati anche nei sistemi missilistici Iskander, Kalibr e S-400. 

Sul fronte opposto, Kiev accusa Mosca di aver colpito nella notte tre navi mercantili nel Mar Nero dirette verso Odessa. Secondo il vicepremier ucraino Oleksiy Kuleba, un membro egiziano dell’equipaggio della nave Victress, battente bandiera panamense, è rimasto ucciso nell’attacco. Le autorità ucraine riferiscono inoltre che sarebbero state prese di mira anche imbarcazioni battenti bandiera di Palau e Belize.