MELBOURNE - I docenti delle scuole pubbliche del Victoria hanno respinto la nuova offerta salariale del governo statale, aprendo la possibilità di nuove sospensioni nelle attività scolastiche dopo mesi di confronto su paghe, carichi di lavoro e finanziamenti.

Gli iscritti dell’Australian Education Union (AEU), tra insegnanti, presidi e personale di sostegno, hanno bocciato la proposta rivista del governo Laburista guidato da Jacinta Allan. Il 57,7% ha votato contro l’accordo, mentre il 42,3% si è espresso a favore.

“Gli iscritti all’AEU hanno fatto sentire la loro voce attraverso i processi democratici del sindacato, con una maggioranza che ha votato per respingere l’offerta su salari e condizioni del governo Laburista Allan”, ha dichiarato oggi Justin Mullaly, presidente della sezione statale del sindacato.

Il governo aveva presentato a maggio una proposta aggiornata che avrebbe garantito agli insegnanti delle scuole pubbliche aumenti compresi tra il 28% e il 32% in quattro anni. La misura, però, non è bastata a convincere la base sindacale, che chiedeva un incremento del 35% nello stesso periodo, classi meno numerose e maggiore flessibilità nell’organizzazione del lavoro, compresa la possibilità di una settimana lavorativa di quattro giorni.

Secondo Mullaly, il voto riflette un malcontento più ampio. “Gli insegnanti delle scuole pubbliche del Victoria, il personale di sostegno educativo e i dirigenti scolastici sono sottovalutati e oberati di lavoro, con una media di 12 ore non pagate alla settimana, e le nostre scuole pubbliche sono le meno finanziate d’Australia”, ha detto.

Il sindacato sostiene che l’accordo di principio e gli attuali livelli di finanziamento non rispondano in modo adeguato alle preoccupazioni del personale. Il messaggio, ha aggiunto Mullaly, è rivolto direttamente alla premier e al suo governo: la proposta non va abbastanza lontano.

Il consiglio dell’AEU, composto da 120 rappresentanti eletti tra docenti, personale di sostegno educativo e presidi, si riunirà ora per decidere le prossime mosse. Gli scioperi programmati in tutto lo Stato erano stati sospesi mentre la proposta veniva sottoposta al voto degli iscritti.

La bocciatura riporta il governo Allan davanti a una scelta scomoda: migliorare l’offerta o prepararsi a una nuova fase di scontro con un settore che denuncia da tempo carichi e risorse insufficienti. Per le famiglie, il rischio concreto è il ritorno delle interruzioni nelle scuole pubbliche.