ROMA - Wanna Marchi e la figlia Stefania Nobile sono state premiate in Campidoglio e il caso diventa politico. Il riconoscimento è stato consegnato il 23 settembre nella Sala della Protomoteca, durante un’iniziativa privata organizzata dalla casa editrice Edizioni Cento.
Le due sono state condannate nel 2006 nell’ambito del procedimento sulle televendite e sulle truffe legate anche al mondo dell’occulto. Più di recente, nel 2025, Nobile è finita ai domiciliari con l’ex compagno Davide Lacerenza nell’inchiesta sulla Gintoneria, patteggiando poi una pena di tre anni.
Sono state premiate nell’ambito del “Premio Internazionale della Cultura”: Marchi per il libro “La verità è che io cucino così. Qui non si pesa niente: l’unica misura è l’amore”, Nobile per “Vendere... cara la pelle”.
Appena la notizia è diventata pubblica, sono esplose le polemiche per la presenza delle due donne in una delle sale più prestigiose del Campidoglio. Il consigliere capitolino Dario Nanni si è assunto “personalmente la responsabilità” di avere richiesto la concessione della Protomoteca, spiegando che, se avesse saputo della loro presenza, non avrebbe sostenuto l’utilizzo della sala.
In serata il Campidoglio ha annunciato una revisione delle modalità di istruttoria per la concessione degli spazi, con l’obiettivo di tutelarne “il valore istituzionale e simbolico”.
Sui social Stefania Nobile ha replicato alle critiche con toni provocatori: “Ma quanto vi ha fatto rosicare?”. Poi ha aggiunto: “Dove sta la polemica? La cultura non è solo Michelangelo e Pirandello”.
Le spiegazioni non hanno fermato le reazioni. L’ex sindaca Virginia Raggi, oggi consigliera M5s, ha definito la vicenda “surreale”, giudicando “sconcertante” che l’amministrazione non sapesse chi sarebbe stato celebrato nella Sala della Protomoteca. Da Fratelli d’Italia, la senatrice Susanna Donatella Campione ha parlato di “stupore e indignazione” e ha chiesto chiarimenti.
Nei giorni precedenti, Wanna Marchi aveva pubblicato sui social un video in cui raccontava con soddisfazione la serata. “Sono felice. La vita è davvero una cosa strana. Da Castel Guelfo, uno dei più piccoli e poveri paesi del mondo, a una cella in galera. E poi ti ritrovi in Campidoglio, osannata e piena di complimenti e applausi”, diceva.