BRUXELLES - Tensione alle stelle tra Mosca e l’Alleanza Atlantica sui confini orientali dell’Europa.
La Russia, attraverso la sua ambasciata in Belgio, ha inviato una nota ufficiale di protesta al Segretariato internazionale della Nato e al Ministero degli Esteri belga, denunciando una linea “avventurista e irresponsabile” dell’Alleanza e avvertendo che l’incremento delle attività militari attorno all’exclave di Kaliningrad aumenta esponenzialmente il pericolo di un conflitto militare diretto.
Nel documento diffuso dalla rappresentanza diplomatica, si legge la ferma determinazione del Cremlino a rispondere a eventuali azioni ostili: “Avvertiamo che questa politica avventurista e irresponsabile aumenta drasticamente i rischi di uno scontro armato diretto con il nostro Paese. Sottolineiamo che la Russia dispone dei mezzi necessari per respingere una possibile aggressione”.
Mosca si è detta pronta a ricorrere “all’intero arsenale di armi a sua disposizione” per difendere il proprio territorio in caso di tentativi da parte dei Paesi Nato di isolare la regione di Kaliningrad.
La missione diplomatica russa ha denunciato una “crescita senza precedenti dell’attività militare del blocco lungo i confini occidentali del nostro Paese”, accusando l’Alleanza di ampliare le iniziative per contenere la presunta “minaccia russa” attraverso esercitazioni su larga scala in cui vengono simulate vere e proprie azioni offensive e scenari di separazione di Kaliningrad dal resto della Russia.
Tra i punti critici evidenziati figurano le minacce alla flotta russa nel Baltico, i piani per l’isolamento politico e militare dei porti del nord-ovest e l’operazione Nato Baltic Sentry, avviata nel gennaio 2025 e descritta da Mosca come un test per attuare un blocco unilaterale della navigazione.
Inoltre, il documento accusa l’Alleanza di condurre “una campagna informativa su larga scala per alimentare il mito della ‘minaccia russa’ e diffondere informazioni non corrispondenti alla realtà sulle presunte ‘intenzioni’ di Mosca di attaccare uno degli Stati baltici entro il 2029, o anche prima”.
La nota prosegue contestando la narrazione occidentale: “Vengono annunciati piani per l’evacuazione transfrontaliera della popolazione ‘in caso di grave crisi’ e, allo stesso tempo, le dichiarazioni ripetutamente espresse dai vertici del nostro Paese circa l’assenza di intenzioni o motivi per avviare un’azione militare vengono completamente ignorate, così come la proposta rivolta ai Paesi della Nato di mettere nero su bianco garanzie reciproche di sicurezza”.
Per queste ragioni, l’ambasciata ha comunicato i propri orientamenti di principio e ha concluso: “Nel contesto della linea aggressiva perseguita dalla leadership del blocco e dai Paesi membri, l’Ambasciata ha comunicato i nostri orientamenti di principio al Segretariato Internazionale della Nato e al Ministero degli Affari Esteri belga. Abbiamo esortato i paesi membri dell’Alleanza a astenersi da ulteriori dichiarazioni e azioni che possano aggravare la situazione, al fine di evitare uno scontro su larga scala”.
L’Alleanza Atlantica ha confermato di aver ricevuto la missiva e di aver già inviato una risposta formale, respingendo con fermezza le ricostruzioni di Mosca e condannando le minacce russe sull’uso della forza.
“La Nato è un’alleanza difensiva e nessuna delle nostre attività o esercitazioni rappresenta un rischio per alcuna parte della Russia”, ha dichiarato la portavoce Allison Hart all’agenzia Bloomberg, condannando “la minaccia dell’uso della forza”.
Richiamando le manovre aeree condotte ad agosto in Polonia e nei Paesi baltici a ridosso di Kaliningrad, Hart ha rimarcato la determinazione del blocco atlantico: “Non ci lasceremo distogliere dal nostro sostegno all’Ucraina”, assicurando che l’Alleanza resta pronta a difendere “ogni centimetro” del proprio territorio.