MANILA – Penny Wong è arrivata nelle Filippine per partecipare alla riunione dei ministri degli Esteri dell’ASEAN, appuntamento preparatorio al vertice dei leader previsto più avanti nel 2026.
Il capo della diplomazia australiana ha indicato nella pace, nella stabilità e nella prosperità regionale le priorità della missione. In una fase segnata dall’aumento della competizione strategica e dall’incertezza economica globale, Wong ha sostenuto che Canberra debba lavorare più strettamente con i Paesi del Sud-est asiatico.
Gli incontri con rappresentanti regionali e internazionali saranno dedicati anche alla sicurezza energetica, alla tenuta delle catene di approvvigionamento e alle prospettive di crescita di lungo periodo.
L’ASEAN riunisce undici Stati: Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Filippine, Singapore, Thailandia, Vietnam e Timor Est. L’Australia non fa parte dell’organizzazione, ma mantiene con il blocco una collaborazione consolidata in materia commerciale, economica e diplomatica.
La visita coincide inoltre con l’ottantesimo anniversario delle relazioni tra Australia e Filippine. Wong incontrerà la sua omologa Theresa Lazaro e ha già espresso il sostegno di Canberra alla presidenza filippina dell’ASEAN per quest’anno.
Il confronto dovrebbe concentrarsi sul rafforzamento della capacità regionale di affrontare crisi e instabilità, oltre che sul rispetto delle norme internazionali, comprese quelle applicabili ai conflitti armati.
Tra i dossier più delicati figura il Myanmar. Domenica scorsa, a Bangkok, i ministri degli Esteri del blocco hanno incontrato per la prima volta di persona un rappresentante del regime militare dal colpo di Stato del 2021.
In quell’occasione, l’ASEAN ha ribadito la necessità di ridurre la violenza e riaprire un dialogo politico. La crisi continua tuttavia a dividere i governi della regione e resta uno dei principali ostacoli alla credibilità diplomatica dell’organizzazione.
Alla riunione parteciperanno anche il segretario di Stato americano Marco Rubio, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi e il capo della diplomazia russa Sergey Lavrov.
Washington intende utilizzare il vertice per consolidare i rapporti con il Sud-est asiatico, mentre cresce la competizione con Pechino per l’influenza politica, economica e militare nell’area.
Per l’Australia, la missione si inserisce in una strategia più ampia diretta a rafforzare le intese con i Paesi vicini. Nei giorni scorsi, Canberra ha firmato nuovi accordi di sicurezza con le Fiji, anche con l’obiettivo di limitare l’espansione dell’influenza cinese nel Pacifico.