KIEV – Volodymyr Zelensky ha espresso crescente irritazione per una serie di decisioni statunitensi sulla guerra in Ucraina, accusando Washington di aver rallentato la consegna di forniture militari, condivisione di intelligence e alcune capacità tecnologiche ritenute essenziali per la difesa del Paese.

Durante un incontro con una delegazione del Congresso americano, il presidente ucraino ha affermato che il problema centrale resta il rifiuto di Vladimir Putin di porre fine al conflitto, ma ha aggiunto che alcune scelte compiute dagli Stati Uniti risultano “difficili da spiegare tra amici”.

Le dichiarazioni vengono fatte in una fase di evidente deterioramento dei rapporti tra Kiev e Washington.

L’Ucraina sostiene che la velocità del sistema satellitare militare Starshield, controllato da SpaceX, sia stata ridotta a seguito di una decisione politica americana. Kiev denuncia inoltre limitazioni nella condivisione di informazioni di intelligence e ritardi nella consegna di missili per i sistemi di difesa aerea Patriot.

“Tutto questo suggerisce che sia stata presa una decisione politica per rallentare il sostegno nei nostri confronti”, ha dichiarato Zelensky in un video pubblicato ieri su Telegram.

Il presidente ha anche riferito che in tre occasioni nell’ultima settimana l’Ucraina non avrebbe ricevuto l’allerta preventiva su imminenti attacchi, normalmente fornita dai partner occidentali.

Zelensky ha inoltre accusato il Pentagono di ritardare la consegna di missili già finanziati tramite il programma PURL. Secondo il leader ucraino, un pacchetto sarebbe ancora in attesa della firma del segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth.

Parallelamente, Donald Trump ha nuovamente messo in discussione il ruolo di Zelensky nei negoziati per porre fine alla guerra.

“Forse è il momento che Zelensky trovi qualcun altro per negoziare”, ha detto il presidente americano, che il 10 ottobre aveva già chiesto la sostituzione del leader ucraino.

Trump ha anche sostenuto come la Russia si sia comportata “bene” nei confronti dell’Ucraina negli ultimi giorni, affermando che Mosca “non ha fatto molto”.

Zelensky ha invece richiamato l’attenzione su un attacco russo nella regione di Kharkiv, dove, secondo quanto riferito, un drone Shahed avrebbe colpito direttamente alcune persone in un parco vicino a un centro di ristorazione.

Il presidente ucraino ha parlato di sei morti, tra cui bambini, riferendo che una bambina sarebbe stata uccisa mentre si trovava nel passeggino.

Kiev ha comunque lasciato aperta la porta a un’intesa limitata sugli attacchi alle infrastrutture energetiche.

Zelensky ha dichiarato che l’Ucraina sarebbe disposta a sospendere per 30 giorni gli attacchi contro le raffinerie russe qualora Washington fornisse intercettori destinati ai sistemi Patriot.

Il presidente ucraino ha inoltre detto di sperare in un incontro nei prossimi giorni tra una delegazione di Kiev e gli inviati presidenziali statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner in Norvegia.

Secondo quanto riferito, Witkoff e Kushner dovrebbero recarsi nel Paese scandinavo questa settimana per colloqui sulla fine della guerra.

Secondo due fonti rimaste anonime, si attendono anche la partecipazione di Zelensky, anche se il programma resta provvisorio e potrebbe subire modifiche.