ROMA - Stava passeggiando nel centro storico della Capitale con una kippah sul capo quando sarebbe stato aggredito in due diverse occasioni e in giorni diversi, uno dopo l’altro.

Vittima un turista francese di 22 anni di religione ebraica che, secondo quanto lui stesso ha denunciato, sarebbe stato colpito prima con uno spray urticante spruzzato sul volto, la sera del 7 agosto a piazza Cairoli, e poi, il giorno dopo, sarebbe stato raggiunto dai calci sferrati da un gruppo di quattro persone, sempre in serata ma stavolta a largo di Torre Argentina, al grido di “Free Palestine”. Tutto a poco più di 300 metri di distanza.

Per l’aggressione, i carabinieri hanno denunciato un cittadino algerino di 31 anni, senza fissa dimora e con precedenti. L’uomo è accusato di percosse e di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Sarebbe stato presente, infatti, in entrambi gli episodi: la prima volta da solo e poi in compagnia di altre persone non ancora identificate. “Anche per le strade di Roma - ha commentato preoccupato il presidente della comunità ebraica di Roma Victor Fadlun - purtroppo è arrivata la caccia all’uomo, la caccia all’ebreo”. E ha aggiunto: “Speriamo, da italiani, di non dover assistere a una reazione di crescente indifferenza da parte dell’opinione pubblica”.

Un auspicio condiviso dal presidente del Senato, Ignazio La Russa: “Mai assuefarci a episodi di questo genere: l’antisemitismo - ha detto - non può diventare una normalità da accettare o tollerare, ma deve essere sempre riconosciuto, condannato e contrastato con fermezza”. Anche per il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, “la caccia all’ebreo mascherata da solidarietà per la popolazione di Gaza non deve e non può passare nell’indifferenza”. Mentre il capogruppo di Fdi, Galeazzo Bignami, ha parlato di “sempre più violenze alimentate dalla caccia all’ebreo, frutto avvelenato di una campagna di odio portata avanti da ambienti pro Pal e dai soliti centri sociali”.

L’ambasciatore di Israele in Italia, Jonathan Peled, ha sottolineato, dunque, come “antisionismo e antisemitismo siano la medesima cosa” e che questo episodio sia “l’ennesima dimostrazione” di ciò. “Quando una persona di religione ebraica non può più camminare per le strade di una città senza essere aggredito - è infine il suo monito - non è in gioco soltanto la sicurezza di una minoranza: è in gioco la libertà di tutti”.

Preoccupazione per l’accaduto e solidaretà alla vittima nelle parole della capogruppo Pd alla Camera, l’onorevole Chiara Braga: “Làaggressione al giovane turista ebreo avvenuta a Roma è un fatto gravissimo e inaccettabile. A chi semina odio antisemita non può essere lasciato alcuno spazio. Condanniamo con la massima fermezza ogni gesto o intimidazione che richiami i fantasmi più oscuri della storia. È ancora più intollerabile che accada a Roma, città aperta, plurale, da sempre luogo di incontro tra culture e religioni, che non può essere macchiata da episodi di odio e intolleranza. Al giovane turista francese aggredito va la piena solidarietà e vicinanza”.