CARNAGO - Il confine tra pragmatismo e banalità è sempre molto sottile e Massimiliano Allegri è abituato a giocarci sul filo. Così anche la conferenza stampa che precede la sfida contro la Juventus diventa la riproposizione dei concetti che va ormai ripetendo dalla presentazione di metà luglio. La prova provata è stata la domanda “Qual è il suo più grande desiderio da qui a fine anno?”, con una risposta divertita che non poteva che essere questa: “Quello di arrivare tra le prime quattro”.

Del resto, l’obiettivo del club è sempre stato uno solo, quello di tornare in Champions, e lui fin dall’inizio ha pensato solo a quello, con buona pace dei tifosi che in una stagione per tre quarti senza un vero padrone speravano di sfruttare il solo impegno settimanale per piazzare l’allungo decisivo.

E invece no, e ora che il sogno tricolore è stato messo nel cassetto parlare di qualificazione Champions come unico traguardo raggiungibile semplifica le cose, soprattutto alla vigilia di una gara come quella contro una diretta concorrente come la Juventus: “Non è una partita snodo - ha sottolineato Allegri -, per la matematica servono 7 punti o meno, lo vedremo cammin facendo. È una partita bella, da vincere. Ma la partita più importante di questo fine campionato è stata quella di domenica scorsa a Verona, dove non era facile giocare dopo due sconfitte consecutive”.

Sul secondo posto si limita a dire: “Io so solo una cosa e dobbiamo rimanerci assolutamente concentrati: dobbiamo entrare nelle prime quattro. Poi faremo il massimo per arrivare secondi, se non ci riusciremo qualcun altro sarà stato più bravo. Ma non dobbiamo focalizzarci sull’evento singolo. L’importante è raggiungere il risultato, bisogna essere concentrati solo su questo e pensare tutti solo a questo”.

E se Conte da Napoli dice che i secondi sono i primi dei perdenti, Allegri preferisce non entrare nella discussione restando ancorato alle sue convinzioni (“Non commento le parole di Antonio, per una società di calcio in questo momento in Italia è fondamentale essere nelle prime quattro, a livello tecnico, sportivo ed economico. Finché non c’è la matematica bisogna rimanere con i piedi per terra. Domani c’è la Juve, bisogna fare un passettino alla volta”), e pensando esclusivamente alla Juventus, che con il cambio in panchina è tornata in alto in classifica: “L’arrivo di Spalletti ha dato un qualcosa in più e stanno facendo un ottimo campionato, la Juventus sta facendo molto bene sotto l’aspetto del gioco e della solidità. Ora non bisogna più pensare agli attaccanti o ai difensori o ai centrocampisti. Bisogna pensare solo al risultato finale, il resto non conta niente”.

Sul tipo di partita che sarà quella di San Siro, Allegri resta fedele alle sue convinzioni. “Il calcio è imprevedibile, magari viene fuori un gol subito e la partita si stappa da sola. È sempre Milan-Juventus, una delle partite più importanti del campionato, in un momento in cui sia noi che loro ci giochiamo un posto tra le prime quattro”. Inutile, quindi, provare a pensare al futuro, perché fino a quando la Champions non sarà certa nessuno vuole sbilanciarsi.

Eppure, qualcosa si sta muovendo, tanto che gli incontri tra allenatore e dirigenza nell’ultimo periodo si sono intensificati: “L’anno prossimo partiremo da una buona base. Con la società c’è sempre confronto aperto, scambio di idee, una base solida ce l’abbiamo. La rosa è formata da ottimi giocatori sotto l’aspetto tecnico e morale, da lì dobbiamo ripartire. Parlare ora di mercato non serve a niente. In questi momenti sei preso dal finale di stagione e dagli obiettivi, matematicamente non possiamo raggiungerlo domani, ma una volta raggiunto saremo tutti più lucidi per valutare le cose. Quando ti metti a tavola in questo momento per un confronto sei anche un po’, non dico destabilizzato, ma vedi le cose in maniera meno chiara perché sei preso dal momento della stagione”.

“È normale - prosegue Allegri - che quando ci vediamo parliamo dell’annata, delle situazioni che ci sono state, delle possibilità che ci sono l’anno prossimo. Ma parlare di mercato ora è poco rispettoso. Non devo parlare io di mercato, c’è una società che lavora”.

E che i tifosi sperano possa tornare ad avere l’ambizione di vincere, piuttosto che quella di entrare in Champions: “Che il quarto posto, come il terzo o il secondo non è da albo d’oro si sa, solo chi vince ci va. Sono arrivato quest’anno, insieme alla società stiamo facendo un buon lavoro. L’ambizione da parte di tutti è di avere una buona base per l’anno prossimo e avere l’ambizione per andare a lottare, come abbiamo fatto quest’anno, per vincere. Poi a fine anno devi chiederti dove si è sbagliato”. Forse nel ripetere ossessivamente che l’obiettivo principale non era lo scudetto.