LA PAZ - L’ex ministro degli Idrocarburi della Bolivia, Mauricio Medinaceli, è stato arrestato a La Paz nell'ambito dell'inchiesta sullo scandalo della cosiddetta “benzina adulterata”, che avrebbe provocato danni a migliaia di veicoli in tutto il Paese.
Il fermo rappresenta un duro colpo per uno dei principali protagonisti della nuova politica energetica avviata dal presidente Rodrigo Paz, di cui Medinaceli era stato uno dei principali artefici.
Secondo l'ordine di arresto emesso dalla Procura, esistono “sufficienti indizi della sua partecipazione” nei fatti oggetto dell'indagine. L'ex ministro è accusato dei reati di omissione di doveri d'ufficio e condotta antieconomica, sulla base di denunce presentate dall'alleanza di opposizione Libre e dal vicepresidente Edmand Lara.
Dopo essere stato interrogato dal Ministero Pubblico, Medinaceli è stato trasferito in manette nelle celle della Fuerza Especial de Lucha Contra el Crimen (Felcc), dove rimane in attesa dell'udienza cautelare che stabilirà la sua situazione giudiziaria.
L'arresto è stato disposto all'indomani della pubblicazione del rapporto della commissione parlamentare incaricata di indagare sull'importazione e la distribuzione della cosiddetta “gasolina desestabilizada”.
Secondo il documento, durante la gestione di Medinaceli il Ministero degli Idrocarburi autorizzò, tramite una risoluzione ministeriale, la riapertura di cinque serbatoi di stoccaggio che erano stati precedentemente sequestrati per il sospetto di contenere carburante deteriorato.
La commissione conclude inoltre che il Governo privilegiò la continuità dell'approvvigionamento di carburante rispetto ai controlli di qualità e alla sicurezza tecnica, ricorrendo a decreti e procedure d'urgenza che consentivano l'importazione di combustibili senza il rispetto dei requisiti minimi di qualità. Nel rapporto vengono citati anche l'ex presidente Luis Arce, l'ex ministro Alejandro Gallardo e gli ex presidenti della compagnia statale YPFB, Armin Dorghaten e Yussef Alky.
La vicenda assume particolare rilievo perché Medinaceli era stato uno dei principali promotori della nuova strategia energetica del governo di Rodrigo Paz.
Nominato ministro il 9 novembre 2025, il giorno successivo aveva accompagnato il presidente in una carovana di autocisterne con carburante, organizzata per simboleggiare la fine della cronica carenza di diesel e benzina che aveva colpito la Bolivia negli anni precedenti.
Pochi mesi dopo, nell'aprile 2026, era stato proprio Medinaceli a presentare all'Assemblea Legislativa un progetto di legge volto a rilanciare il settore degli idrocarburi e ad attirare nuovi investimenti stranieri.
La proposta prevedeva una profonda riforma del sistema tributario applicato alle compagnie petrolifere, con l'obiettivo di rendere il Paese più competitivo rispetto agli altri produttori della regione.
Tra le principali misure figuravano la riduzione dell'aliquota fiscale complessiva sui nuovi progetti di esplorazione e produzione, nuovi incentivi per lo sviluppo dei giacimenti di gas naturale e petrolio e una maggiore flessibilità contrattuale per le imprese internazionali. Secondo il governo, la riforma era necessaria per invertire il declino della produzione nazionale e garantire la sicurezza energetica della Bolivia.
Medinaceli aveva sostenuto che il Paese non poteva più fare affidamento esclusivamente sul sistema fiscale vigente e che fosse indispensabile creare condizioni più favorevoli per attrarre capitali privati, rilanciare l'esplorazione e incrementare le riserve di gas naturale, principale fonte di esportazioni boliviane.
La parabola politica dell'ex ministro si è però interrotta pochi mesi dopo. A marzo erano esplose le proteste dei trasportatori, che denunciavano guasti ai motori attribuiti alla scarsa qualità della benzina distribuita dalla compagnia statale YPFB.
Inizialmente il governo aveva attribuito il problema a reti criminali dedite alla sostituzione del carburante e alla presenza di residui tossici nei serbatoi di stoccaggio, spiegazioni che il rapporto parlamentare ha successivamente smentito.
In piena crisi, Medinaceli era stato sostituito nell'aprile scorso dall'attuale ministro Marcelo Blanco, mentre il governo aveva avviato un ampio riassetto ai vertici del settore energetico, coinvolgendo anche la YPFB e l'Agenzia Nazionale degli Idrocarburi (ANH).
Nonostante i cambiamenti, il Paese continua ad affrontare difficoltà nell'approvvigionamento regolare di carburante.