BUENOS AIRES - Si aggrava il conflitto tra Tenaris SIAT e i lavoratori dello stabilimento di Valentín Alsina, nella provincia di Buenos Aires.
A poco più di un mese dall’annuncio di 150 licenziamenti, il Gruppo Techint è nuovamente al centro delle polemiche dopo averne disposto altri 14 nonostante sia ancora in vigore la conciliazione obbligatoria disposta dal Ministero del Lavoro della Provincia di Buenos Aires.
Il conflitto era iniziato alla fine di giugno, quando l’azienda aveva comunicato il mancato rinnovo di 150 contratti di lavoro, alcuni dei quali riguardavano dipendenti impiegati nello stabilimento da oltre dieci anni.
In seguito all’intervento della Unión Obrera Metalúrgica (UOM), il Ministero del Lavoro provinciale, guidato da Walter Correa, aveva imposto una conciliazione obbligatoria, tuttora valida fino a venerdì, con l’obiettivo di sospendere le misure adottate dall’azienda e favorire una trattativa tra le parti.
Secondo il sindacato, però, Techint avrebbe ignorato tale provvedimento. I nuovi 14 licenziamenti riguarderebbero infatti lavoratori assunti a tempo indeterminato.
“In questo caso non si tratta più di contratti non rinnovati, la cui legittimità contestiamo, ma di licenziamenti di personale stabile”, ha dichiarato il delegato sindacale Dylan Paz alla stampa argentina.
La UOM ha già notificato gli ultimi sviluppi al Ministero del Lavoro, che dovrà ora valutare se applicare sanzioni economiche, avviare un’azione giudiziaria oppure adottare entrambe le misure nei confronti dell’azienda.
Nel frattempo, l’attività produttiva dello stabilimento di Valentín Alsina continua a procedere a ritmo ridotto. Secondo Paz, nell’ultimo mese l’impianto ha operato a circa il 50% della propria capacità. “Arrivano ordinativi dalle compagnie petrolifere, ma sono commesse di dimensioni limitate e prive di continuità”, ha spiegato il rappresentante dei lavoratori.
Lo stabilimento svolge una fase strategica della produzione dei tubi destinati all’industria energetica. I tubi senza saldatura vengono realizzati nell’impianto Tenaris di Campana e successivamente trasferiti a Valentín Alsina, dove vengono completati con le lavorazioni finali. Tra il 2022 e il 2023 questi prodotti erano stati impiegati nella costruzione del Gasdotto Presidente Néstor Kirchner, una delle principali infrastrutture legate allo sviluppo di Vaca Muerta.
La nuova ondata di licenziamenti si inserisce in un contesto di crescente tensione tra il governo argentino e il Gruppo Techint. Alla fine del 2025 il presidente Javier Milei aveva criticato pubblicamente il presidente del gruppo, Paolo Rocca, accusando l’azienda di presentare offerte fino al 40% più costose rispetto a quelle della concorrente indiana Welspun Corporation per la fornitura dei tubi destinati al nuovo gasdotto tra Vaca Muerta e il Golfo San Matías.
Secondo diverse analisi, alla base della crisi occupazionale vi sarebbe anche il nuovo Regime de Incentivi per Grandi Investimenti (RIGI). La normativa consente alle imprese che investono in settori strategici, tra cui quello energetico, di importare beni strumentali e componenti con dazi azzerati, riducendo così gli incentivi ad acquistare prodotti realizzati dall’industria nazionale.
Una misura che, secondo i sindacati, rischia di penalizzare la produzione locale e l’occupazione proprio mentre il settore degli idrocarburi continua a registrare una forte espansione grazie allo sviluppo di Vaca Muerta.