ROMA - L’Italia reintroduce temporaneamente i controlli di frontiera nei collegamenti marittimi e aerei con la Spagna dopo la crisi migratoria di Ceuta.  

Il provvedimento, varato dal ministero dell’Interno, entrerà in vigore sabato 1 agosto e resterà valido per un mese, con possibilità di proroga se la situazione lo richiederà. 

La decisione è arrivata dopo le informazioni analizzate dal Comitato analisi sull’immigrazione e sicurezza delle frontiere, presieduto questa mattina al Viminale dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. 

“Il governo ha deciso di sospendere temporaneamente il regime di libera circolazione previsto da Schengen nei collegamenti marittimi e aerei con la Spagna, reintroducendo i controlli di frontiera”, ha spiegato Giorgia Meloni in un messaggio sui social.  

La presidente del Consiglio ha definito la misura “straordinaria”, adottata per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per l’Italia. 

I controlli riguarderanno gli arrivi dalla Spagna nei porti e negli aeroporti italiani, e saranno verifiche mirate e selettive, effettuate dalla polizia di frontiera soprattutto nei confronti di cittadini di Paesi terzi extra Ue, per accertare il possesso dei documenti necessari a circolare nello spazio Schengen. 

Il Viminale precisa che non ci saranno modifiche per cittadini italiani, spagnoli ed europei diretti in Italia, che continueranno a viaggiare senza ulteriori aggravi burocratici. Non cambia nulla neppure per chi dall’Italia si recherà in Spagna. 

L’Italia rafforzerà inoltre i controlli lungo la frontiera con la Francia. La decisione è stata condivisa in un colloquio telefonico tra Piantedosi e l’omologo francese Laurent Nuñez, nell’ambito degli accordi di collaborazione tra le forze di polizia dei due Paesi. 

Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha difeso la scelta del governo. “La sospensione temporanea di Schengen con la Spagna è una scelta necessaria per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini e difendere le frontiere europee”, ha scritto su X. Per il vicepremier, si tratta di una misura prevista dai trattati e resa “ineludibile” dalla situazione. 

Schengen è lo spazio europeo di libera circolazione che consente, dal 1995, il passaggio senza controlli sistematici alle frontiere interne tra i Paesi aderenti. Oggi comprende 29 Stati europei: 25 membri dell’Unione europea più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. Le regole consentono però, in casi eccezionali e per periodi limitati, la reintroduzione dei controlli alle frontiere interne per ragioni di sicurezza o ordine pubblico. 

Secondo l’ultimo aggiornamento della Commissione europea, dal 2006 sono state notificate quasi 500 reintroduzioni temporanee dei controlli alla frontiera. L’Italia aveva già ripristinato controlli con la Slovenia fino al 18 dicembre 2026, motivandoli con il rischio di infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori lungo la rotta balcanica, le crisi in Medio Oriente e Ucraina e la presenza di reti di traffico e contrabbando.