KIEV - La guerra in Ucraina registra una nuova e violenta escalation di raid incrociati lungo le rotte marittime e nelle retrovie strategiche dei due Paesi. Nella tarda serata di ieri, le forze russe hanno condotto un attacco mirato nel porto di Odessa, colpendo serbatoi di carburante e una nave mercantile carica di forniture belliche.
A darne notizia è stato il ministero della Difesa russo in una nota ufficiale: “Gli attacchi al porto di Odessa hanno colpito serbatoi di carburante destinati alle Forze Armate ucraine”, si legge nel comunicato, in cui si precisa inoltre che l’imbarcazione commerciale, diretta verso uno scalo ucraino con a bordo materiale militare, è stata centrata mentre si trovava in navigazione nelle acque a sud della città costiera.
Parallelamente alle operazioni sul mare, le forze ucraine hanno sferrato una massiccia e profonda offensiva con droni verso il territorio della Federazione Russa, spingendosi fino a 1.500 chilometri dal confine. Tra i principali bersagli figura la città di Volgograd, nel sud-ovest della Russia, dove lo Stato maggiore di Kiev, citato da Ukrinform, ha confermato di aver colpito un porto, uno stabilimento aeronautico, il sistema per la guerra elettronica Pole-21 e la raffineria di petrolio Lukoil-Volgogradneftepererabotka. Quest’ultimo impianto rappresenta uno dei più importanti del Paese, con una capacità lavorativa annuale di circa 15 milioni di tonnellate di greggio.
Nelle stesse ore, le Forze di Difesa ucraine e i servizi della SSU hanno condotto raid mirati contro un deposito di munizioni nella zona di Naumovka e una fabbrica di aeromobili a Eupatoria, in Crimea, oltre a centrare un posto di controllo russo nell’area di Bakhmut, nella regione di Donetsk.
Dal canto suo, il Ministero della Difesa di Mosca ha dichiarato che la contraerea ha neutralizzato un totale di 371 velivoli senza pilota ucraini durante la notte. Gli abbattimenti hanno interessato un vasto raggio geografico, coprendo le regioni di Belgorod, Bryansk, Voronezh, Volgograd, Kursk, Rostov e Tula, oltre al Territorio di Krasnodar, al Dagestan, alla Crimea e alle acque dei mari d’Azov e Nero.
Le incursioni a lungo raggio sono state rivendicate direttamente dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un messaggio diffuso su X, nel quale ha ribadito la strategia di colpire il cuore dell’apparato bellico nemico: “Continuiamo a condurre i nostri attacchi in profondità e a medio raggio contro le infrastrutture russe che sostengono l’aggressione della Russia”, ha affermato il leader di Kiev.
Zelensky ha illustrato il dettaglio delle ultime operazioni: “In particolare, oggi sono state condotte operazioni contro tre centri logistici in diverse regioni della Federazione Russa: a Sarapul, Kazan e Volgograd, a distanze comprese tra circa 500 e quasi 1.300 chilometri”. Il presidente ha poi elencato gli altri raid andati a segno, tra cui quelli “nelle acque del Mar d’Azov”, il blitz al terminal marittimo situato nella regione di Krasnodar (a circa 270 chilometri dalla linea del fronte) e l’impatto contro la raffineria di petrolio nell’area di Volgograd, posizionata a quasi 480 chilometri dalla linea di contatto.