ROMA - Federica Brignone guarda al futuro con prudenza, mettendo la salute davanti a qualsiasi obiettivo sportivo. La campionessa azzurra, reduce da un nuovo intervento al ginocchio sinistro per rimuovere la placca e le viti inserite dopo il grave infortunio del 2025, continua il percorso di recupero tra progressi incoraggianti e difficoltà ancora da superare.
“C’è bisogno di tempo. Voglio tornare a fare quello che amo, ma solo quando starò davvero bene”, spiega la valdostana, due volte campionessa olimpica a Milano-Cortina.
Il percorso resta lungo, anche se i progressi dopo l’operazione di agosto alimentano la fiducia. “È un anno e mezzo che non faccio una vita normale. Dopo l’intervento vedo dei miglioramenti, sto camminando come non accadeva da prima dell’infortunio”, racconta Brignone, consapevole delle conseguenze permanenti del trauma.
“Avrò strascichi per sempre, sto cercando di ridurli. Dopo l’infortunio ho sempre pensato prima alla persona, poi all’atleta: non voglio passare tutta la vita a zoppicare”.
La campionessa si sofferma anche sull’incontro estivo con Jannik Sinner al J Medical, rivolgendo al tennista altoatesino un consiglio maturato attraverso la propria esperienza.
“Il mio consiglio è prendersi il tempo che gli serve. Nella mia carriera ho spesso sottovalutato alcuni segnali del mio corpo e ne ho pagato le conseguenze alla lunga”, ammette.
Brignone è convinta che Sinner abbia tutte le qualità per tornare ai massimi livelli, purché non affretti il recupero. “Jannik è talmente forte che se torna al 100% non si ferma più”, sottolinea, ricordando quanto sia difficile per un atleta accettare uno stop quando il fisico impone prudenza.
Per Brignone, intanto, la priorità resta una sola: recuperare pienamente la propria qualità di vita, prima ancora di pensare al ritorno alle competizioni.