PARMA - Cosi’ alle 11:50 del 17 giugno il Parma riabbraccia il “figliol prodigo” Gianluigi Buffon a vent’anni esatti dall’ultima delle 220 partite disputate in maglia gialloblù, dal ‘95 al 2001.
Dopo 7305 giorni Gigi, nel frattempo diventato il miglior portiere del mondo se non di sempre, è tornato per chiudere il cerchio e vincere le ultime due sfide della propria carriera gloriosa: riportare il club crociato in serie A e guadagnarsi la convocazione al sesto Mondiale nel 2022 in Qatar.
Ha firmato un contratto biennale fino al 2023 con un premio in caso di promozione, avrà la fascia di capitano e un posto nello staff tecnico quando deciderà di appendere i guantoni al chiodo. Una scelta di cuore, gratitudine e riconoscenza verso la piazza che lo ha visto crescere (arrivò giovanissimo nel giugno ‘91), debuttare tra i “grandi” (il 19 novembre 1995 fu il migliore in campo nello scontro al vertice contro il Milan) e consacrarsi ad altissimi livelli prima di trasferirsi alla Juve nell’estate del 2001 per 75 miliardi delle vecchie lire più il cartellino di Bachini.
Nei sei anni di militanza in prima squadra esordi’ in Champions League e in Nazionale e, soprattutto, alzò al cielo una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e una Coppa Uefa in appena cento giorni tra maggio e agosto ‘99.
In attesa della presentazione ufficiale, anche Buffon ha voluto celebrare il ritorno alle origini attraverso un video pubblicato sui social: una carrellata di immagini dell’epoca introdotte in principio dalla scritta “Iniziò tutto cosi’” e seguite in fondo dal messaggio “e ora continuiamo a divertirci”. Poi l’accoglienza calorosa del presidente Kyle Krause che lo avvicinò per la prima volta in occasione dell’ultimo Juventus-Parma dello scorso 21 aprile.
“Siamo entusiasti di dare il benvenuto a Gigi Buffon. Vogliamo riportare questo club leggendario dove gli compete. Il ritorno di Buffon è un’altra conferma di questa nostra ambizione. E’ un momento davvero speciale per tutti noi”. Parole ribadite con forza dal direttore dell’area tecnica, Javier Ribalta, che assieme al neotecnico Maresca ha avuto un ruolo importante nella trattativa.
“Fin da quando ho condiviso per la prima volta con Gigi l’idea di tornare a Parma avevo capito guardandolo negli occhi che era un’idea che lo emozionava. Ha stimoli, ha voglia di dimostrare, conosce la piazza, Parma è casa sua - sottolinea Ribalta -. Siamo orgogliosi di poter contare su di lui, di vederlo tornare dove la sua splendida carriera è iniziata, con davanti a se altre pagine di storia da scrivere”.