BRUXELLES - Una giornata di profondo caos e altissima tensione ha investito il traffico aereo europeo giovedì 5 novembre, a causa di una raffica di allarmi bomba anonimi che hanno interessato numerose compagnie aeree e diversi scali del Continente.
Secondo quanto riferito dal Guardian, sarebbero almeno 18 i voli coinvolti da questa mattina, con dirottamenti, procedure d’emergenza e l’intervento delle aviazioni militari.
L’ondata di minacce si inserisce in un clima di allerta diffusa, dopo che già nella giornata di martedì 3 novembre si era registrata una decina di allarmi analoghi in Europa (tutti rivelatisi falsi), che avevano anche portato alla chiusura temporanea di un aeroporto a Varsavia.
L’Italia è stata direttamente investita dall’emergenza, con diversi collegamenti finiti nel mirino delle minacce. Tra questi figura il volo Aer Lingus da Dublino a Roma, scortato dalla difesa aerea francese e costretto a un atterraggio d’emergenza nella base militare di Évreux, in Normandia, con 151 passeggeri e sei membri dell’equipaggio a bordo.
Sul pilota dell’aereo la Procura francese ha aperto un’inchiesta, come riportato da Le Figaro, con l’accusa di essersi inizialmente rifiutato di effettuare lo scalo tecnico in terra normanna.
Tensioni si sono registrate anche sul collegamento Finnair AY1761 da Helsinki a Roma Fiumicino. Il velivolo è stato intercettato e affiancato da due caccia Eurofighter del 4° Stormo dell’Aeronautica militare decollati da Grosseto, per poi essere scortato fino a Fiumicino dove è atterrato in sicurezza intorno alle 9:30.
Lo scalo di Milano Malpensa è stato invece interessato da tre distinti episodi. I voli Aegean Airlines A3552 da Salonicco e Ryanair FR8953 da Porto sono atterrati a Malpensa rispettivamente alle 9:30 e alle 10:20, facendo scattare immediatamente i controlli di bonifica da parte della polizia su passeggeri, bagagli ed equipaggi. Il volo Wizz Air W43064 diretto a Bucarest Otopeni ha ricevuto la minaccia mentre era già in fase di avvicinamento, riuscendo ad atterrare regolarmente a destinazione senza deviazioni.
Infine, il volo Wizz Air W46387 da Milano Malpensa a Varsavia è stato raggiunto da una segnalazione mentre si trovava in quota. L’aeromobile è stato quindi dirottato verso lo scalo di Vienna, dove è atterrato in sicurezza nel rispetto dei protocolli previsti.
Nel resto d’Europa, le segnalazioni hanno riguardato tre aeromobili atterrati a Madrid, quattro segnalati dalla polizia della Repubblica Ceca a Praga, un Finnair Helsinki-Vienna (AY1471), un Lot Polish Airlines Varsavia-Bruxelles (LO235) e tre voli Ryanair diretti a Sofia (il FR6410 da Madrid, il FR3606 da Copenaghen e il FR1730 da Londra Stansted, quest’ultimo dirottato a Plovdiv, in Bulgaria).
In una nota ufficiale, Wizz Air ha confermato che l’episodio rientra in una serie di minacce coordinate che hanno bersagliato più vettori, assicurando di collaborare pienamente con le autorità per garantire la tutela delle persone a bordo.
Secondo quanto si apprende da fonti qualificate dell’agenzia Adnkronos, gli allarmi scattati sugli scali di Fiumicino e Malpensa sarebbero legati a una serie di e-mail scritte in italiano, aventi per oggetto “Segnalazione di una minaccia” e inviate anche all’Enac.
Le comunicazioni risultano firmate dai cosiddetti “Combattenti dello Stato maschile”, una formazione riconducibile alla galassia del “maschilismo radicale” e all’ideologia incel (involuntary celibate), caratterizzata da forti tratti omofobi, razzisti e misogini. Il gruppo è da tempo attenzionato dagli apparati di sicurezza ed è stato inserito in Russia nella lista dei movimenti illegali di matrice estremista e terrorista.
“Qualsiasi minaccia contro i civili è inaccettabile”, ha dichiarato sui canali social il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, precisando che la Commissione europea sta monitorando con attenzione gli sviluppi ed è in costante contatto con gli Stati membri e con l’Easa, l’agenzia europea per la sicurezza dell’aviazione. Tzitzikostas ha sollecitato le autorità nazionali a indagare a fondo, precisando che “è troppo presto per trarre conclusioni” su un eventuale regia unica.