MELBOURNE - La premier del Victoria, Jacinta Allan, ha rilanciato la strategia del suo governo per affrontare la crisi abitativa, presentandosi in piena sintonia con il governo federale di Anthony Albanese e rivendicando una politica di sviluppo urbano destinata, secondo l’esecutivo statale, a facilitare l’accesso alla casa per le giovani generazioni.

Nel corso di una conferenza stampa a Kew Junction, uno dei quartieri interessati dai nuovi “activity zones” destinati alla riqualificazione urbana, Allan ha definito il rapporto con Canberra un vero e proprio “fronte comune”, sottolineando la convergenza tra le politiche federali e quelle statali sul tema dell’edilizia residenziale.

“La priorità condivisa è aiutare più giovani ad avere accesso a una casa”, ha dichiarato la premier. “Ma per riuscirci bisogna scuotere lo status quo e cambiare un sistema che oggi non offre più le stesse opportunità delle generazioni precedenti.”

Allan ha sostenuto che le riforme urbanistiche introdotte dal Victoria, insieme ai percorsi accelerati per l’approvazione dei progetti edilizi, abbiano già contribuito a portare nello Stato il numero più alto di acquirenti alla prima casa dell’intero Paese. La premier non ha però fatto riferimento all’aumento delle tasse sugli investitori immobiliari, considerato da molti analisti un altro fattore che ha inciso sul mercato.

Accanto ad Allan, la ministra della Pianificazione Sonya Kilkenny ha annunciato il via libera accelerato a un nuovo grande sviluppo immobiliare nell’area dell’ex supermercato Leo’s, poco distante dal luogo della conferenza stampa e situato nel collegio della leader dell’opposizione Jess Wilson.

Il progetto prevede quattro edifici tra i tre e i diciotto piani, con 194 appartamenti, un supermercato, negozi e uffici. Contestualmente, il governo ha presentato anche una bozza di piano per la riqualificazione di diverse aree strategiche tra North Melbourne, Fitzroy, Collingwood, Richmond e Alphington, con l’obiettivo di consentire la costruzione di circa 30.000 nuove abitazioni.

“In queste zone ci sono già molte case”, ha spiegato Kilkenny, “ma esistono anche vaste aree che devono essere sbloccate e rese disponibili allo sviluppo”. La ministra ha aggiunto che il governo sta lavorando a stretto contatto con le amministrazioni locali di Melbourne e Yarra per definire i dettagli dei progetti.

Parallelamente, Allan ha risposto alle forti critiche arrivate dagli altri Stati australiani dopo il bilancio federale, che ha assegnato 3,8 miliardi di dollari al controverso progetto ferroviario del Suburban Rail Loop del Victoria.

Il premier del New South Wales, Chris Minns, ha accusato Canberra di penalizzare il suo Stato nella distribuzione dei fondi infrastrutturali, osservando che il NSW riceverà solo il 17,7% dei finanziamenti federali pur rappresentando il 31% della popolazione australiana.

“Troppi soldi dei contribuenti del New South Wales stanno percorrendo la Hume Highway per finire nelle casse del governo vittoriano”, ha dichiarato Minns, sostenendo che Sydney sta di fatto sovvenzionando i grandi progetti infrastrutturali di Melbourne.

La risposta di Allan non si è fatta attendere. La premier ha ricordato che New South Wales, Queensland e Western Australia beneficiano delle enormi entrate generate dall’industria mineraria, mentre il Victoria dispone di una base fiscale meno redditizia.
“Victoria raccoglie meno tasse pro capite di qualsiasi altro Stato”, ha affermato.

“Per anni i vittoriani hanno visto enormi quantità di denaro federale finire in New South Wales. Siamo stati privati della nostra giusta quota dai precedenti governi liberali federali.”

Allan ha inoltre rivendicato il fatto che il Victoria ha finanziato autonomamente grandi opere come il Metro Tunnel, il West Gate Tunnel e la rimozione dei passaggi a livello ferroviari.

Minns, dal canto suo, ha ribadito di non voler “restare in silenzio” sulla questione, sottolineando che il suo dovere è difendere gli interessi del New South Wales “prima del partito”. 

Secondo il premier, se i tagli fossero stati distribuiti equamente tra tutti gli Stati, la situazione sarebbe stata diversa, ma la disparità nei finanziamenti è ormai diventata un tema politico nazionale.

Lo scontro evidenzia le crescenti tensioni interne al Partito laburista australiano sulla redistribuzione delle risorse federali e mette in luce quanto la crisi abitativa e le grandi infrastrutture siano diventate centrali nel confronto politico tra gli Stati australiani.