SYDNEY - Viene respinto il ricorso nel caso Giggle v Tickle, confermando una decisione destinata a pesare nel dibattito australiano su sesso, identità di genere e discriminazione.
La Full Court ha rigettato l’appello presentato da Sall Grover, fondatrice dell’app per sole donne Giggle for Girls, e ha invece accolto il ricorso incrociato di Roxanne Tickle, donna transgender esclusa dalla piattaforma nel 2021.
Tickle aveva citato in giudizio Grover dopo essere stata rimossa dall’app. Nel 2024, la Corte Federale aveva stabilito che Grover e Giggle for Girls avevano discriminato indirettamente Tickle in modo illegittimo. La decisione di oggi va oltre: i giudici Melissa Perry, Wendy Abraham e Geoffrey Kennett hanno riconosciuto anche la discriminazione diretta, collegata all’aspetto di Tickle e alla sua identità di genere.
La Corte ha spiegato che l’identità di genere comprende caratteristiche legate al genere, inclusa l’apparenza. Secondo la Corte, Grover e l’app esclusero Tickle e le negarono il rientro sulla base della sua immagine, valutata attraverso una foto selfie. Questo, secondo i giudici, integra discriminazione diretta per una caratteristica riferibile alle donne transgender.
I giudici hanno inoltre innalzato il risarcimento a 20mila dollari, tenendo conto della condotta aggravante attribuita a Grover. Tickle aveva chiesto che la precedente conclusione di discriminazione indiretta fosse elevata a discriminazione diretta e che il risarcimento venisse incrementato. Su questo punto ha ottenuto una vittoria rilevante.
Il giudizio apre ora la strada a un possibile ricorso all’Alta Corte. Grover aveva già dichiarato di essere pronta a proseguire la battaglia se il Parlamento non fosse intervenuto per modificare la legge. “Se devo andare alla High Court, lo farò”, ha detto.
Nel motivare la decisione, la giudice Perry ha sottolineato che il compito della corte non era decidere quale posizione sociale o politica fosse preferibile, ma interpretare e applicare il Sex Discrimination Act secondo i normali principi di costruzione legislativa. La Corte, ha detto, non può sostituire la legge con la propria opinione sulla sua opportunità.
Prima di tentare di iscriversi a Giggle for Girls, Tickle aveva ricevuto un intervento di riassegnazione sessuale e un nuovo certificato di nascita del Queensland che registrava il suo sesso come femminile. Grover, durante il procedimento precedente, aveva ammesso che la sua pratica era esaminare i selfie delle utenti e bloccare chi le appariva maschile. Il caso, ora, potrebbe approdare davanti al massimo tribunale australiano.