GINEVRA – Al momento tutti e 11 i casi di infezione da hantavirus rilevati sono collegati al focolaio che si è sviluppato sulla nave da crociera Mv Hondius. Di questi 11 casi, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, otto sono provocati dall’hantavirus Andes, due sono probabili e uno è sotto esame.

Ha contratto il virus anche un oncologo in pensione che ha sviluppato i sintomi dopo avere aiutato a curare i passeggeri malati a bordo della nave. Risultato debolmente positivo al virus Andes e ora negativo, si trova in biocontenimento al Nebraska Medical Center dell’Università del Nebraska in attesa dei risultati di ulteriori test.

Nel frattempo i Centri statunitensi per il controllo delle malattie (Cdc) stimano ‘molto basso’ il rischio di un’espansione dell’infezione, ma in via precauzionale sono stati coinvolti oltre 100 ricercatori nelle operazioni di monitoraggio e quarantena. 

Negli Stati Uniti sono 16 i passeggeri della nave esposti al virus e sono sotto controllo in Nebraska, altri due si trovano presso le strutture di isolamento della Emory University ad Atlanta e altri ancora in New Jersey, Maryland, California, Virginia e Illinois.

Proprio nell’Illinois è stato segnalato un possibile caso di hantavirus, ma le autorità ritengono che si tratti di un’infezione generata dal contatto con roditori domestici e non collegata all’epidemia della nave e probabilmente non causata dall’hantavirus virus Andes. Fra i casi confermati che si trovano in Europa, nessuno di questi è stato individuato in Italia e il più grave si trova in Francia: è una donna in condizioni critiche che per respirare ha bisogno del polmone artificiale.

Tre i decessi registrati, il tasso di letalità è del 27%, ma il rischio per la popolazione generale continua a essere valutato come “basso o molto basso”.

Proseguono intanto le analisi della sequenza genetica dell’hantavirus Andes ottenuta l’11 maggio grazie all’analisi dei campioni del paziente ricoverato a Zurigo e che adesso è stata chiamata ANDV/Svizzera/Hu-3337/2026. Adesso i genetisti ne stanno ricostruendo la storia utilizzando banche dati specializzate nei virus. 

Resta un margine di incertezza relativo alla possibilità che qualcuno dei contatti monitorati al di fuori della nave diventi positivo al termine del periodo di incubazione del virus, stimato fino a sei settimane.

È rientrato, nel frattempo, l’allarme scattato a bordo della nave da crociera Ambition, dopo la morte di un anziano passeggero. Sono finalmente scesi dalla nave i 1.700 passeggeri arrivati mercoledì mattina a Bordeaux, nel sud-ovest della Francia: le analisi hanno confermato che si tratta soltanto di un semplice “episodio di gastroenterite” anche se i malati dovranno restare “in isolamento” fino alla fine dei sintomi. Il virus che imperversava a bordo non ha nulla a che vedere con l’hantavirus.