ROMA - La Procura di Roma può proseguire le indagini su Giusi Bartolozzi, ex vice capo di gabinetto del ministero della Giustizia accusata di false dichiarazioni al pubblico ministero nell’ambito del caso del generale libico Osama Almasri Njeem. Dovrà però informare la Camera dei deputati delle valutazioni compiute dal Tribunale dei ministri.
Lo ha stabilito la Corte costituzionale, accogliendo parzialmente un ricorso presentato dalla Camera.
La vicenda risale al gennaio 2025, quando Almasri, ricercato dalla Corte penale internazionale per presunti crimini di guerra e contro l’umanità commessi in Libia, era stato arrestato a Torino, ma successivamente scarcerato e rimpatriato in Libia a bordo di un aereo di Stato italiano. La gestione del caso aveva portato all’apertura di un’inchiesta che aveva coinvolto anche il ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
Secondo la Consulta, per procedere nei confronti di Bartolozzi non è necessaria un’autorizzazione parlamentare, perché il reato di false dichiarazioni è collegato, ma distinto, da quelli attribuiti al ministro. L’autorizzazione sarebbe stata invece necessaria se fosse stata ipotizzata una partecipazione dell’ex funzionaria agli stessi reati contestati a Nordio.
La Corte ha tuttavia rilevato che il Tribunale dei ministri avrebbe dovuto spiegare perché aveva escluso questa seconda ipotesi, visto che durante le indagini la Procura aveva chiesto di valutare se Bartolozzi avesse concorso nei reati attribuiti al ministro oppure se la sua condotta configurasse il reato autonomo di false dichiarazioni.
In base al principio di leale collaborazione tra le istituzioni, il Tribunale avrebbe dovuto motivare la propria scelta e la Procura avrebbe dovuto comunicarla alla Camera.