APPIANO GENTILE - Quando le cose vanno bene ci si può permettere di pensare al contorno, visto che la sostanza c’è. E nel caso dell’Inter è così, perché le quattro vittorie consecutive tra Champions e campionato hanno portato serenità a tutto l’ambiente, appena appena toccato dall’infortunio muscolare di Thuram, una brutta notizia che non ha però scalfito l’ambiente nerazzurro.
Perché rispetto allo scorso anno una delle differenze più macroscopiche sta proprio nella qualità delle alternative in attacco, e passare da Taremi, Correa e Arnautovic a Pio Esposito e Bonny non è cosa da poco. Merito delle scelte maturate in estate, con l’idea di inserire un attaccante veloce (Bonny) e un altro più abile nel fare a sportellate in area di rigore (Pio Esposito), quest’ultimo promosso in primis da Chivu, che dopo il Mondiale per Club lo ha voluto tenere in rosa.
E il tema dominante alla vigilia della sfida contro la Cremonese è proprio questo, chi schierare tra Bonny ed Esposito al fianco di Lautaro in sostituzione di Thuram (“È un infortunio non gravissimo - ha però voluto rassicurare Chivu -, servirà un po’ per riaverlo con noi”). E così via con le sigle per identificare la nuova coppia, passando dall’ipotesi Bo-La (Bonny-Lautaro) alla Pi-La (Pio-Lautaro).
“Non lo so ancora, vedremo domani, in questo momento ho solo la ‘La’ (Lautaro, ndr) - ha scherzato Chivu -. Ho un’idea su chi affiancargli: al 90% ho già deciso, ma non ve lo posso dire”. Le prove in settimana dicono che Bonny sia favorito, ma con Chivu di certezze non ce ne sono, perché lui per primo vuole uscire dagli schemi: “Per me non esiste il solito, esiste la normalità - ha spiegato -. Non ho scaramanzie, non vedo fantasmi, faccio ciò che è giusto nella gestione di un gruppo. Non esistono regole nel calcio, beato chi la pensa diversamente. Non esistono limitazioni, serve l’apertura mentale per andare oltre. Dipenderà dalle mie sensazioni, io non voglio egoismo ma la massima disponibilità. I giocatori devono sentirsi responsabili, io non ho regole per dire la formazione. Mischio sempre le cose in allenamento per farli sentire importanti. Magari qualcuno era incazzato pensando di non giocare, io lo voglio così. Nessuno deve sentirsi a suo agio, a volte la formazione la dico il giorno prima, a volte la mattina. Finora l’ho detta tre ore prima della partita”.
La cosa fondamentale sarà chiudere questo secondo ciclo di campionato con una vittoria, per vivere le prossime due settimane senza ansie e potendosi godere una bella risalita in classifica.
Chivu, però, ha voluto mettere in guardia i suoi: “La Cremonese è una squadra fisica e organizzata, che conosce i suoi limiti con l’ambizione di salvarsi. Nicola si intende di questa categoria, ha dato mentalità. Hanno giocatori con una certa esperienza, che capiscono i momenti, è una squadra che ha cuore e umiltà per capire cosa fare per affrontare gli avversari”.
Ma il tecnico non ha potuto non constatare i netti miglioramenti della sua squadra nelle ultime settimane: “Abbiamo trovato equilibrio, siamo migliorati sotto questo aspetto. C’è più attenzione anche quando cerchiamo di attaccare. Sono contento per questo perché io parto dal fatto di non subire gol, di essere una squadra organizzata, con tanta voglia di non subire. La condizione è importante, ma io non ho mai cercato scuse anche se abbiamo fatto la preparazione ‘corta’. La squadra è riuscita a dare continuità alla prima partita. Andando avanti, la brillantezza migliora, la squadra si allena sempre bene, a volte anche più di quello che servirebbe. Discuto spesso anche col preparatore atletico su questo, siamo uno staff che ha una certa sensibilità che sa come e quando fare certe cose: i giocatori si sono calati subiti nella nostra metodologia”.
“Io mi aspetto che la squadra vinca, che entri in campo con mentalità e motivazione: vogliamo essere la nostra miglior versione - insiste Chivu - Non dimentichiamoci del fatto che la squadra deve divertirsi e deve avere il piacere di giocare. A me non importa chi segna, ma chi fa l’assist o si sacrifica. A me interessa quando si alza l’asticella per fare risultato”. Ed è quello che la sua squadra ha saputo fare nelle ultime settimane, ciò che in tanti non credevano possibile dopo il traumatico cambio in panchina.