CANBERRA - Il governo accantona 11 miliardi di dollari per estendere la vita operativa dei sommergibili della classe Collins, in attesa dell’arrivo delle unità a propulsione nucleare previste dal programma AUKUS.

La decisione riguarda una flotta entrata in servizio dalla metà degli anni Novanta e ormai segnata da problemi di corrosione, ritardi nella manutenzione e disponibilità operativa limitata.

Canberra ha annunciato un cambio di rotta nell’approccio alla manutenzione dei sei sommergibili. Invece di procedere alla sostituzione di tutti i generatori di propulsione, ormai vecchi di decenni, la Difesa valuterà ogni unità singolarmente per stabilire quali componenti debbano essere sostituiti per mantenerla in servizio.

Il governo sostiene che la nuova impostazione non comprometterà l’obiettivo di garantire a ciascun sommergibile altri dieci anni di vita operativa. La scelta serve a coprire il periodo di transizione verso la nuova flotta AUKUS, con i primi sommergibili nucleari promessi all’Australia attesi all’inizio degli anni Trenta.

Il primo intervento riguarderà lo HMAS Farncomb, il secondo sommergibile Collins-class entrato in servizio nella Royal Australian Navy. L’unità inizierà il proprio programma di estensione della vita operativa entro poche settimane e resterà fuori servizio per più di due anni.

La questione è sensibile perché i Collins-class rappresentano ancora una parte essenziale della capacità subacquea australiana. Alla fine del 2024, la flotta era stata inserita tra i “prodotti di preoccupazione” della Difesa, dopo che solo uno dei sei sommergibili risultava pienamente operativo. Il riesame aveva portato a un innalzamento del protocollo di vigilanza ministeriale sulla manutenzione.

Il ministro della Difesa Richard Marles ha detto che prolungare la vita di tutti e sei i Collins-class è cruciale per mantenere un vantaggio operativo mentre la Marina passa dai sommergibili convenzionali a quelli a propulsione nucleare. Il ministro dell’Industria della Difesa Pat Conroy ha definito il programma una decisione fondamentale per le capacità militari del Paese.

Conroy ha anche sottolineato la necessità di una stretta collaborazione con l’industria della difesa, perché la disponibilità della flotta Collins dovrà essere preservata durante l’intera transizione. Il messaggio è chiaro: AUKUS resta l’obiettivo strategico, ma fino al suo arrivo l’Australia dovrà affidarsi a sottomarini vecchi, costosi e dalle operazioni di manutenzione problematiche.