BRUXELLES - I leader dell’Unione Europea si riuniscono da oggi a Cipro per un Consiglio europeo informale che si preannuncia denso di dossier critici. La scelta della sede non è casuale: l’isola è lo Stato membro geograficamente più vicino alle crescenti tensioni in Medio Oriente. Proprio per questo, la presidenza cipriota intende sfruttare l’evento anche come segnale di rassicurazione per il settore turistico, cercando di contrastare l’ondata di cancellazioni in vista della stagione estiva.
I lavori inizieranno stasera alle 18:00 nella località costiera di Agia Napa. Il momento centrale della cena sarà l’intervento di Volodymyr Zelensky, che parteciperà in presenza contrariamente a quanto inizialmente previsto. La sua visita coincide con una svolta diplomatica: è atteso a ore lo sblocco definitivo del prestito da 90 miliardi di euro per Kiev e del ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca.
Il via libera arriva dopo il superamento del veto ungherese, legato alla riattivazione dell’oleodotto Druzhba. Il braccio di ferro tra Kiev e Budapest, riassunto dal motto di Orbán “no oil, no coin”, sembra essersi risolto martedì con la notizia che l’infrastruttura è pronta a tornare in funzione.
Le ripercussioni economiche del conflitto in Medio Oriente e le minacce alla libertà di navigazione saranno al centro del dibattito serale. Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha sottolineato nella lettera d’invito come l’impennata dei prezzi dei combustibili fossili stia già gravando su imprese e cittadini.
In questo scenario, i leader discuteranno l’attivazione dell’Articolo 42.7 del Trattato Ue, relativo alla mutua difesa. L’obiettivo è valutare la capacità di reazione dell’Unione agli attacchi e rafforzare la sicurezza collettiva. Resta invece sullo sfondo, non ancora inserito ufficialmente in agenda, il tema della protezione delle basi britanniche presenti sull’isola.
Venerdì la delegazione si sposterà a Nicosia per affrontare il dossier politicamente più complesso: il Quadro finanziario pluriennale (QFP). Gli Stati membri inizieranno a confrontarsi sulle “entrate proprie”, ovvero l’entità dei contributi nazionali per il periodo 2028-2034. Costa ha definito il tema “urgente”, con l’obiettivo di raggiungere un accordo definitivo entro la fine del 2026.