MILANO - “Ora bisogna ricostruire, ma serve la presenza di persone che sappiano muoversi in questo mondo. Ho già un programma pronto e sono qui se serve. Bisognerà vedere cosa diranno Abodi e Buonfiglio. Se qualcuno mi ha contattato? Ultimamente non mi hanno chiamato, sinceramente. Mi sono proposto, ma non hanno voluto ascoltarmi”. Gianni Rivera si mette a disposizione del calcio italiano per dare il suo personale contributo dopo il terzo Mondiale di fila mancato. “Se qualcuno mi chiamasse, il mio metodo è semplice. Vado lì, guardo la situazione e poi, con calma e con l'aiuto di esperti, faccio le analisi necessarie per salvare il calcio italiano. Bisogna prendere persone di altissimo livello. Serve qualità, che è mancata. Bisogna affidarsi a chi sa. Non a chi considera il calcio marginale nella propria vita, anche se poi vuole far credere il contrario. Bisogna stare attenti”. Per Rivera sono stati tanti gli errori commessi, “forse premiare giocatori che scommettevano contro sé stessi... Ma non è semplice trovare giocatori di alto livello. Bastava un buon commissario tecnico”.
Ad ogni modo per l'ex Golden Boy “bisogna ripartire da zero, dai bambini. Conosco casi di ragazzi che avrebbero potuto fare carriera, ma senza soldi per pagare gli agenti si perdono per strada. È una vergogna. Il futuro non può essere in mano ai procuratori”. Ma “anche gli allenatori non lavorano più come una volta. La qualità è genetica, ma se si allena bene migliora. La metodologia è fondamentale”, insiste Rivera, assolutamente contrario ad affidare la nazionale a un ct straniero, fosse anche Pep Guardiola. “Non ho dubbi. Il commissario tecnico dev’essere italiano. Punto. È logico, perché conosce meglio la realtà. Ripeto: bisogna scegliere molto bene. Avere criterio. Basta errori, per favore”.