SYDNEY – Microsoft investirà 25 miliardi di dollari australiani nei prossimi tre anni per espandere l’infrastruttura di intelligenza artificiale in Australia, in una delle operazioni più rilevanti mai annunciate nel settore tecnologico locale.

L’annuncio è stato fatto dall’amministratore delegato Satya Nadella durante un evento a Sydney, alla presenza del primo ministro Anthony Albanese. Il piano prevede un rafforzamento della capacità dei data centre, programmi di formazione per milioni di lavoratori e un ampliamento delle attività di cybersicurezza in collaborazione con il governo federale.

Nel dettaglio, Microsoft punta a formare tre milioni di persone nelle competenze legate all’intelligenza artificiale, oltre a estendere i servizi di sicurezza informatica già forniti all’Australian Signals Directorate ad altri dipartimenti, tra cui quello degli Interni.

L’investimento giunge in un momento di forte competizione tra i giganti tecnologici. Amazon aveva già annunciato un piano da 20 miliardi di dollari per sviluppare data centre entro il 2029, mentre Google starebbe rivalutando un progetto simile a causa di questioni fiscali.

Secondo Nadella, l’obiettivo è trasformare il potenziale tecnologico in crescita economica concreta. “L’Australia ha un’enorme opportunità di tradurre l’AI in benefici economici e sociali reali”, ha dichiarato, sottolineando come l’espansione delle infrastrutture cloud sia fondamentale per sostenere l’innovazione.

Il governo federale vede nell’iniziativa un passo avanti nella diffusione delle nuove tecnologie. Albanese ha evidenziato l’importanza di garantire un accesso ampio agli strumenti digitali, inserendo il progetto nel quadro del National AI Plan, che punta a bilanciare sviluppo economico e gestione dei rischi.

Microsoft non ha specificato il numero né la localizzazione dei nuovi data centre, ma l’investimento dovrebbe potenziare la capacità di supercalcolo e la rete cloud già presente nel Paese. Nel 2023, l’azienda aveva già stanziato 5 miliardi per ampliare la propria infrastruttura fino a 29 centri operativi.

Per il settore, si tratta di un segnale di fiducia. Belinda Dennett, amministratrice delegata di Data Centres Australia, ha definito l’annuncio un’opportunità per consolidare il ruolo del Paese nella filiera globale dell’intelligenza artificiale.

Secondo una stima di McKinsey, l’Australia potrebbe diventare un hub digitale nell’area Asia-Pacifico, ma per farlo dovrà incrementare in termini consistenti la propria capacità computazionale entro il 2030.