Per il terzo anno consecutivo, il Toscana Social Club ha spalancato le porte a una delle serate più attese del suo calendario: Mangia Bevi Balla. Nato da un’idea de Le Rinascenti, il sottocomitato formato dalla nuova generazione di soci, l’evento si è ormai ritagliato uno spazio tutto suo nella vita del sodalizio, trasformandosi in un appuntamento capace di coniugare tradizione, convivialità e un linguaggio sempre più vicino alle nuove generazioni.
“È il nostro terzo Mangia Bevi Balla e ogni anno cresce un po’ di più”, racconta Michelle Travaglini, tra le anime del gruppo organizzatore. “L’obiettivo è sempre lo stesso: riportare i giovani al club, facendo vivere loro un’esperienza diversa, ispirata ai balli e alle cene che abbiamo conosciuto crescendo, ma reinterpretata in chiave più contemporanea”.
La formula sembra aver trovato la giusta ricetta. Quest’anno sono stati circa 200 i partecipanti, molti dei quali non ancora soci del club. Un risultato che conferma come il progetto stia riuscendo ad attirare non solo i figli e i nipoti della comunità toscana, ma anche amici e nuove generazioni di italo-australiani incuriositi da un modo autentico di vivere l’italianità.
La serata, animata dalla musica di DJ Morena, ha saputo fondere il repertorio italiano con ritmi contemporanei, mentre l’allestimento ha contribuito a creare un’atmosfera elegante e coinvolgente. Dopo le decorazioni ispirate agli agrumi delle edizioni precedenti, quest’anno il gruppo ha scelto toni più soffusi, giochi di luce e dettagli ricercati per regalare agli ospiti un ambiente ancora più suggestivo.
Dietro ogni particolare si nascondono settimane di preparazione. “Negli ultimi due mesi abbiamo lavorato a questo progetto dividendoci i compiti. Ognuno ha il proprio ruolo e questo ci permette di organizzare tutto senza perdere il piacere di stare insieme”, spiega Michelle. Una collaborazione che si estende anche al comitato storico del Toscana Social Club, che continua a sostenere l’iniziativa.
“Non siamo qui per sostituire nessuno – precisa –. Il nostro compito è affiancare il comitato e permettere ai suoi membri di godersi la serata. Loro fanno tantissimo durante tutto l’anno per il club; questa è un po’ la nostra occasione per restituire qualcosa”.
Lo spirito di squadra, però, va ben oltre la semplice organizzazione. A rendere speciale Le Rinascenti è anche il legame che unisce molti dei suoi componenti.
“Siamo tutti cugini – racconta Cinzia Travaglini –. Anche questo evento diventa un’occasione per ritrovarci. Ci divertiamo davvero mentre lavoriamo insieme. Se si entra in cucina si vedono tutti ridere, scherzare e darsi una mano. Non viviamo queste giornate con stress, ma con entusiasmo, perché condividiamo lo stesso obiettivo e, soprattutto, ci piace stare insieme”.
Un aspetto che, spiega, rappresenta anche un tratto distintivo della cultura italiana. “Credo che per la comunità anglosassone sia difficile capire quanto il rapporto tra cugini sia importante. Per noi non sono parenti che incontri da bambini e poi basta. Cresciamo insieme, continuiamo a frequentarci e quel legame rimane fortissimo”.
Una storia che affonda le proprie radici nell’emigrazione. “Quando i nostri genitori arrivarono dall’Italia, qui a Melbourne c’erano pochissimi parenti. Era un gruppo ristretto di famiglie toscane. Poi sono arrivate le nuove generazioni, gli amici, i matrimoni, e quella piccola comunità è cresciuta. Oggi è bello vedere che tutto questo continua”.
Anche la proposta gastronomica riflette questa filosofia. Il menù, ispirato alla tradizione toscana, è stato pensato per essere condiviso attorno alla tavola, accompagnato da una selezione di vini italiani e da alcune proposte speciali, studiate appositamente per l’evento. Una formula che punta a trasformare una semplice cena in un’esperienza capace di coinvolgere tutti i sensi.
L’entusiasmo raccolto nelle prime tre edizioni sembra aver dato ragione al gruppo. Se all’inizio qualcuno guardava con curiosità e un pizzico di prudenza questa nuova proposta, oggi sono gli stessi soci storici a partecipare numerosi, spesso prenotando interi tavoli insieme ad amici e familiari.
“Questo è l’aspetto che ci rende più felici – conclude Michelle –. Ogni anno sentiamo crescere il sostegno dei soci. Significa che si fidano di noi e che vogliono vivere questa serata insieme. Alla fine è proprio questo il senso di tutto: lavorare fianco a fianco, con rispetto per chi ha costruito il club prima di noi, per continuare a farlo vivere anche nel futuro”.