CANBERRA – Il governo federale tornerà a riunire il National Cabinet nei prossimi giorni per affrontare la crisi del carburante, aggravata dalle tensioni internazionali e dal recente incendio alla raffineria di Geelong.

Il primo ministro Anthony Albanese ha però escluso modifiche immediate al livello di sicurezza energetica del Paese.

Sarà il terzo incontro tra il governo federale e i leader statali e territoriali dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, scoppiato a fine febbraio con i bombardamenti su Iran e la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz. Una situazione che ha provocato un forte aumento dei prezzi del petrolio a livello globale.

“L’impatto sarà prolungato, anche se il conflitto dovesse risolversi rapidamente”, ha dichiarato Albanese. Il vertice servirà a fare il punto della situazione e coordinare le risposte tra i diversi livelli di governo.

La riunione viene convocata pochi giorni dopo l’incendio che ha colpito uno dei due principali impianti di raffinazione australiani, alimentando timori sulla tenuta delle forniture. Il rogo ha ridotto drasticamente la produzione di benzina, anche se la società proprietaria, Viva Energy, ha indicato un ritorno al 90% della capacità operativa nel giro di alcune settimane.

Nonostante l’incidente, il governo ritiene che non sia necessario, almeno per ora, alzare il livello del piano nazionale per la sicurezza del carburante. Albanese ha sottolineato l’importanza della collaborazione con Stati e Territori per gestire una fase caratterizzata da forte incertezza.

Parallelamente, l’esecutivo sta valutando diverse opzioni per rafforzare la capacità interna di approvvigionamento, anche attraverso un maggiore coinvolgimento del settore privato. “Siamo aperti a tutte le soluzioni possibili”, ha affermato il primo ministro.

Nel frattempo, la pressione sui costi del carburante si riflette lungo tutta la catena logistica. La Fair Work Commission ha ordinato alle grandi aziende che utilizzano servizi di trasporto di rivedere ogni due settimane i costi sostenuti dagli operatori, fino a quando il prezzo medio del gasolio resterà sopra i 2 dollari al litro.

La misura, accolta positivamente dal sindacato dei lavoratori dei trasporti, mira a garantire che i costi aggiuntivi non ricadano interamente sugli autisti e sulle piccole imprese del settore.

In un quadro generale che resta incerto e strettamente legato agli sviluppi internazionali, il governo è chiamato a mantenere equilibrio tra gestione dell’emergenza e stabilità del sistema energetico.