CANBERRA – Il governo federale si prepara a intervenire sul National Disability Insurance Scheme (NDIS), il programma da oltre 50 miliardi di dollari, con una serie di riforme mirate a contenere la crescita della spesa.

Il tema sarà centrale nel prossimo bilancio, mentre il Dipartimento del Tesoro cerca margini per riequilibrare i conti pubblici.

Il ministro del Tesoro Jim Chalmers e il ministro della Sanità Mark Butler illustreranno le linee dell’intervento ai loro omologhi statali in un incontro virtuale, concepito come un primo passaggio prima dell’annuncio ufficiale. L’obiettivo è ridurre il ritmo di crescita del programma, al momento intorno al 10% annuo, verso un intervallo compreso tra il 5 e il 6%.

Il primo ministro Anthony Albanese ha chiarito che non si tratta di ridurre il sostegno ai beneficiari, ma di intervenire su inefficienze e abusi. “Non parlo di tagli, ma di contrastare sprechi e comportamenti scorretti da parte di operatori poco trasparenti”, ha dichiarato.

Gli Stati hanno un interesse diretto nella sostenibilità del sistema, essendo chiamati a contribuire fino all’8% della crescita dei costi, in base agli accordi sulla sanità. Da qui la necessità di un coordinamento per mantenere il programma su basi finanziarie più solide nel medio periodo.

Secondo Chalmers, la revisione del NDIS rappresenterà la principale voce di risparmio nel bilancio federale previsto per il 12 maggio. Il governo punta a intervenire sulla struttura del sistema senza intaccarne la funzione di sostegno alle persone con disabilità.

Dall’opposizione giungono segnali di apertura. Il leader Angus Taylor si è detto disposto a collaborare per contenere la spesa, mentre il Liberale Andrew Bragg ha rilanciato l’idea di introdurre criteri legati al reddito per limitare l’accesso ai benefici. Una proposta respinta da Albanese, che ha escluso qualsiasi forma di “means-testing”.

Critiche anche dai Verdi, che accusano il governo di colpire un settore sensibile mentre non interviene su altre fonti di entrata. La leader Larissa Waters ha chiesto di aumentare la tassazione sulle compagnie del gas per finanziare il sistema.

Il confronto resta aperto, dove il governo viene chiamato a bilanciare esigenze di sostenibilità finanziaria e tutela dei beneficiari. La revisione del NDIS si inserisce in un contesto economico complesso, segnato da incertezza globale e pressioni sui conti pubblici, ponendo le scelte per la manovra in arrivo davanti a un bivio tra rigore e protezione sociale.