CANBERRA – Tensione all’interno di One Nation dopo il recente calo nei sondaggi, Pauline Hanson respinge apertamente l’analisi fatta dal collega Barnaby Joyce sulle cause della flessione del partito.
Joyce aveva attribuito la perdita di consensi alla “cattiva pubblicità” legata all’assunzione, e successivo licenziamento, di Sean Black, un uomo condannato per stupro e impiegato per un periodo nello staff del partito nel Queensland. Secondo Joyce, la vicenda avrebbe inciso negativamente sull’immagine di One Nation tra gli elettori.
Il riferimento è al recente sondaggio Newspoll che mostra il partito scendere dal 27% al 24%, dopo aver raggiunto livelli record nelle settimane precedenti. Un calo contenuto, ma sufficiente ad alimentare il dibattito interno.
Black aveva scontato 27 mesi di carcere dopo una condanna del 2018 per aver abusato sessualmente di una donna con cui aveva avuto una precedente relazione. Dopo essere stato impiegato nello staff del senatore Malcolm Roberts, Black era stato riassunto in un ruolo di rilievo nella sede del partito, per poi essere rimosso in seguito alle critiche.
Joyce ha sostenuto che la vicenda “avrebbe influenzato i sondaggi”, pur sottolineando che i livelli di consenso restano elevati rispetto al passato. “Siamo ancora sopra la Coalizione, ma è un lavoro continuo”, ha dichiarato.
Una lettura che Hanson ha però respinto con decisione. Intervenendo su Sky News, la leader del partito ha negato che lo scandalo abbia avuto un impatto diretto sui numeri. “No, non è corretto dire che stiamo pagando questo nei sondaggi”, ha affermato.
Hanson ha attribuito la flessione a una combinazione di fattori, indicando in particolare le critiche mediatiche rivolte al partito. “Subiamo più attacchi di qualsiasi altro partito, soprattutto da parte di media con un orientamento politico preciso”, ha dichiarato.
Secondo la leader, gli elettori sarebbero in grado di valutare autonomamente l’operato del partito al di là delle polemiche. “Spero che le persone giudichino One Nation per le nostre politiche e per quello che proponiamo”, ha aggiunto.
Il confronto interno si apre in una fase delicata, con il partito che cerca di consolidare il consenso raggiunto negli ultimi mesi. Il calo nei sondaggi resta contenuto, ma evidenzia le difficoltà nel gestire l’impatto politico di decisioni controverse e la pressione costante del dibattito pubblico.