TEL AVIV – La relazione di Javier Milei con il governo di Benjamin Netanyahu appare più solida che mai, dopo la visita in Israele del presidente argentino, iniziata nel fine settimana. Un viaggio suggellato dalla firma dei cosiddetti “Accordi di Isacco”, un’iniziativa che mira a rafforzare la cooperazione strategica tra i due Paesi e ad aprire il progetto ad altre nazioni dell’emisfero occidentale.

L’intesa, promossa dallo stesso presidente argentino e sostenuta dagli Stati Uniti, si presenta come un adattamento regionale degli Accordi di Abramo firmati nel 2020.

L’obiettivo è costruire alleanze incentrate sulla difesa della democrazia, la sicurezza e l’apertura economica, con particolare attenzione al coordinamento contro minacce come il terrorismo e il narcotraffico.

In questa linea, il ministro degli Esteri Pablo Quirno ha sottolineato che l’accordo consentirà di migliorare l’individuazione dei finanziamenti alle organizzazioni terroristiche a livello globale.

L’iniziativa si inserisce inoltre in una serie di recenti decisioni della politica estera argentina, tra cui l’espulsione del rappresentante diplomatico dell’Iran a Buenos Aires all’inizio di aprile.

L’agenda bilaterale ha incluso anche annunci in ambito economico e dei collegamenti aerei. Milei ha confermato che da novembre entrerà in funzione un volo diretto tra Buenos Aires e Tel Aviv, il primo nella storia. “Questo volo è la rappresentazione fisica di un’unione morale, spirituale e politica che l’Argentina condivide con Israele”, ha affermato dopo l’incontro con Netanyahu.

Il presidente ha inoltre ribadito la sua intenzione di trasferire l’ambasciata argentina a Gerusalemme, una misura che considera “necessaria” e “giusta”, anche se subordinata alle condizioni internazionali.

Milei ha ricevuto un dottorato honoris causa dall’Università Bar-Ilan, dove ha tenuto un discorso caratterizzato da posizioni ideologiche e riferimenti alla sua visione dell’ordine internazionale. In quell’occasione ha affermato che “non possiamo convivere con chi vuole ucciderci” e ha criticato il relativismo morale, includendo anche osservazioni critiche sulla regolazione economica e sul concetto di giustizia sociale.

La cerimonia ha avuto un tono fortemente personale e politico. Tra applausi e una messa in scena accompagnata dalla musica, il presidente ha alternato l’esposizione economica a critiche verso i suoi avversari, in linea con altre recenti apparizioni pubbliche.

Parallelamente, i due governi hanno avanzato su accordi specifici legati alla cooperazione tecnologica. Secondo quanto annunciato, Argentina e Israele collaboreranno nello sviluppo congiunto dell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di formare specialisti, applicare queste tecnologie nei settori produttivi e coordinare le posizioni nei forum internazionali dove si discute la regolamentazione del settore.

La visita si inserisce in un rapporto che Milei definisce in termini che vanno oltre la diplomazia tradizionale. Il presidente mantiene un’identificazione con l’ebraismo che, secondo il suo entourage, influenza la sua politica estera. In questo contesto, ha compiuto viaggi frequenti a New York per visitare la tomba del rabbino Menachem Mendel Schneerson, figura che considera un riferimento centrale.

L’agenda ufficiale ha incluso anche incontri con il presidente israeliano Isaac Herzog, che gli ha conferito la Medaglia Presidenziale d’Onore in riconoscimento del suo posizionamento internazionale.

Milei parteciperà inoltre alla cerimonia per il 78° anniversario dell’indipendenza di Israele, durante la quale accenderà una delle torce, un ruolo generalmente riservato a personalità locali. La missione proseguirà con ulteriori incontri con le autorità israeliane e la partecipazione agli eventi ufficiali per l’anniversario dell’indipendenza del Paese, confermando un rafforzamento del legame politico e diplomatico tra Argentina e Israele.