LA PLATA – “Il Molise è una piccola Regione, ma noi discendenti dei primi immigrati in Argentina condividiamo un grande amore per la terra d’origine delle nostre famiglie”. Parola di Guillermo Ialea, presidente del Circolo Molisano Sant’Elia di La Plata.
L’organizzazione ha 62 anni di vita e di attività per la comunità molisana di La Plata, la capitale dell’immigrazione italiana in Argentina. La città dove – attorno al 1885 – l’italiano era la lingua franca con cui comunicava la maggior parte della popolazione.
E proprio qui – o meglio a Villa Elvira, frazione limitrofa delle città e sede dell’associazione – sabato 13 giugno, in occasione della Giornata dell’immigrato italiano, è stato proiettato il documentario Desterrados del Molise (termine a metà strada tra “sradicati” ed “esuli”), dedicato allo “svuotamento” di un intero borgo in provincia di Campobasso (Sant’Elia, appunto), all’indomani della Seconda guerra mondiale. E il trasferimento di gran parte delle famiglie in Argentina, a La Plata.
L’ideazione del progetto è dello stesso Ialea, anche se la realizzazione è stata affidata un cineasta, Guillermo Ale. Co-produttori sono la Regione Molise, il Comune di Sant’Elia e due associazioni: “Il Villaggio Cultura“ e “Con il Molise nel cuore”.
Tutto è nato da una ricerca fatta da Emilce Soneira per la sua tesi di laurea in Architettura, dedicata all’influenza dell’immigrazione molisana sul patrimonio edilizio di Villa Elvira.
“Il materiale raccolto era talmente ricco e interessante che abbiamo pensato di farne un film – spiega Ialea –. Abbiamo partecipato a un bando regionale, presentato il progetto e ottenuto un finanziamento parziale”. La pandemia di Covid ha in parte rallentato la realizzazione, ma nel 2021 il lavoro si è concretizzato.

Il flyer della proiezione.
Il documentario raccoglie le testimonianze degli ultimi molisani di Sant’Elia nati in Italia e ancora viventi, arrivati da bambini nel secondo dopoguerra e oggi ottantenni. Il film è stato già presentato al cinema e alla Camera dei Deputati della Provincia di Buenos Aires.
“Questa proiezione nella nostra sede ha attirato un pubblico più ampio dei discendenti dei molisani di Sant’Elia – riferisce Ialea –. C’erano vicini e simpatizzanti, oltre che amici di altre associazioni di corregionali, come l’Asociación sociocultural carovillesi e hijos del Molise di Lanús, nel cunurbano sud di Buenos Aires.
Guilllermo è un politologo con la passione per la genealogia che ha spulciato archivi, il registro civile di La Plata e l’anagrafe del Comune di Sant’Elia, a caccia di dati, documenti e foto di famiglia.
“Ho trovato documenti d’imbarco – racconta –. Foto di bambini vestiti da S. Antonio, con il saio da monaco, per invocare la protezione durante la traversata dell’oceano. Le ho consegnate ai discendenti”.
È proprio grazie a queste ricerche che riscopre, da adulto, l’identità italiana. “La mia famiglia è arrivata ormai alla quarta generazione, i miei trisnonni sono emigrati intorno al 1895 – spiega –. L’identità italiana si era diluita nel tempo, l’ho riattivata grazie alle mie ricerche genealogiche”.
Ora l’associazione tra preparando un libro con la storia degli immigrati, realizzato da Emilce, “che non ha origini molisane ma si è affezionata a noi – dice Guillermo –. Io, invece, sto mettendo i sottotitoli al documentario, nella speranza di riuscire a organizzare una proiezione in piazza a Sant’Elia, in occasione del prossimo viaggio”.