SYDNEY – Sydney e Melbourne sarebbero le città australiane più vulnerabili a un forte calo dei prezzi delle abitazioni, mentre Brisbane, Adelaide e Perth potrebbero assorbire una correzione molto più ampia grazie alla crescita accumulata negli ultimi anni.
Secondo i dati diffusi oggi da Cotality, un ribasso fino al 20 per cento avrebbe effetti molto diversi tra le capitali. Nelle città di medie dimensioni, dove i valori sono aumentati rapidamente dopo la pandemia, molti proprietari resterebbero comunque in una posizione relativamente solida.
“Se si possiede una casa da tempo in una di queste capitali, si dispone di un margine molto ampio per fare i conti con un arretramento”, ha spiegato Gerard Burg, responsabile della ricerca di Cotality.
Il mercato immobiliare australiano ha registrato a luglio il maggiore calo mensile dei valori in quasi quattro anni, guidato da Sydney e Melbourne, dove i prezzi sono scesi di oltre il 5 per cento rispetto ai massimi.
Brisbane, Adelaide e Perth hanno invece mostrato flessioni molto più contenute nell’arco del secondo trimestre: rispettivamente 0,6, 0,2 e 0,1 per cento.
Le simulazioni di Cotality non rappresentano una previsione, ma servono a mostrare quanto margine abbiano i diversi mercati in caso di una correzione profonda.
Melbourne risulterebbe la più esposta. Un calo del 20 per cento riporterebbe il valore mediano delle abitazioni ai livelli di giugno 2017, quando si attestava intorno a 675mila dollari.
La crescita della città è stata più debole rispetto a quella di altre capitali, anche per effetto dell’uscita di residenti durante la pandemia e di una maggiore costruzione di nuove abitazioni. Burg ha ricordato che tra l’inizio del 2020 e la fine dello scorso anno circa un terzo di tutte le case completate in Australia si trovava nel Victoria.
Sydney ha invece accumulato una crescita maggiore. Una flessione del 20 per cento riporterebbe il mercato ai valori di maggio 2021, quando il prezzo medio degli immobili era di circa 1,05 milioni di dollari.
Brisbane, Perth e Adelaide avrebbero un margine molto più ampio prima di cancellare i guadagni degli ultimi anni. Anche nel peggiore degli scenari, i valori tornerebbero al massimo ai livelli dell’aprile 2024.
“La crescita degli ultimi cinque anni è stata trainata soprattutto da queste capitali intermedie”, ha osservato Burg.
Il peggior arretramento del mercato immobiliare australiano negli ultimi quarant’anni è stato dell’8,2 per cento. Per questo, lo scenario del 20 per cento resta puramente teorico.
Gli economisti ritengono che la fase attuale assomigli ancora a una normale correzione dopo anni di forti rialzi, nonostante i timori legati alle modifiche fiscali sugli investimenti immobiliari introdotte dalla manovra economica federale e ai recenti aumenti dei tassi d’interesse.