CANBERRA – Il governo federale interviene per rafforzare le forniture di fertilizzanti, siglando un accordo con due grandi aziende del settore per garantire importazioni aggiuntive in un momento di forte instabilità dei mercati.
La misura punta a sostenere i coltivatori australiani in vista della prossima stagione agricola, segnata dall’aumento dei costi e dalle difficoltà logistiche legate alla guerra in Medio Oriente.
L’intesa coinvolge le società chimiche CSBP e Incitec Pivot e prevede un meccanismo di copertura del rischio finanziario per le importazioni dall’estero. In pratica, lo Stato si assume una parte del rischio legato alle oscillazioni dei prezzi, offrendo una sorta di assicurazione alle aziende che acquistano fertilizzanti sui mercati internazionali.
Il provvedimento è stato attivato utilizzando i poteri sulle riserve strategiche, introdotti per garantire la disponibilità di beni critici come petrolio, carburanti e fertilizzanti. La chiusura dello Stretto di Hormuz, uno dei principali corridoi per il commercio globale di energia e materie prime, ha infatti interrotto i flussi e innescato un’impennata dei prezzi.
Il nuovo schema consente alle aziende di acquistare volumi aggiuntivi senza il timore di subire perdite nel caso di un rapido calo dei prezzi dopo l’acquisto. Questo elemento è ritenuto centrale per sbloccare le decisioni di approvvigionamento in un contesto di estrema instabilità.
Il ministro dell’Agricoltura Julie Collins ha sottolineato l’importanza dell’accordo, evidenziando il ruolo chiave dei fertilizzanti per la produzione alimentare nazionale. “Sono essenziali per gli agricoltori e per la sicurezza alimentare della regione”, ha dichiarato, indicando che la misura aiuterà il settore a gestire meglio la prossima stagione.
L’intervento si inserisce in una strategia più ampia di rafforzamento delle catene di approvvigionamento. Negli ultimi mesi, il governo ha adottato strumenti simili anche nel settore dei carburanti, siglando accordi con operatori come BP, Viva, Ampol, iOR e Park Fuels per aumentare le scorte di petrolio e di gasolio.
L’obiettivo è ridurre l’esposizione dell’Australia agli shock esterni, in particolare quelli legati ai conflitti internazionali e alle interruzioni delle rotte commerciali. Tuttavia, la dipendenza dalle importazioni resta elevata, soprattutto per prodotti chiave come i fertilizzanti.
Con prezzi ancora instabili e prospettive incerte, Canberra punta quindi a guadagnare tempo e stabilità, cercando di evitare ripercussioni più gravi sull’agricoltura e, di conseguenza, sui prezzi alimentari.