ROMA - Ora è tutto nero su bianco. In un intenso mercoledì mattina, Giancarlo Abete e Giovanni Malagò hanno depositato le rispettive candidature alla prossima presidenza della Federcalcio.

“Sono venuto per il comitato di presidenza e il consiglio federale e ovviamente presento la candidatura come avevo anticipato”, le parole del numero uno della Lnd, entrando nella sede della Figc in via Allegri a Roma, dove oggi si è svolto il Consiglio Federale.

“Sono un’espressione di una continuità anche significativa all’interno del mondo della federazione, che non è basata sui poteri forti, ma su un certo tipo di coerenza e certi tipi di comportamento - ha aggiunto -. Sono sereno e fiducioso. C’è un’idea di potersi anche ritirare in corsa? Non è un problema che prendo in considerazione”.

In mattinata, anche un delegato di Malagò si è recato presso la Figc per depositare la candidatura, dopo che nella serata di ieri l’ex presidente del Coni aveva annunciato la volontà di sciogliere le riserve. “Ho consegnato la parte formale, poi oggi mi sono occupato di altre cose”, il suo commento nel pomeriggio, a margine dell’assemblea della Lega Serie A.

Proprio la Serie A, che pesa il 18%, è stata la prima componente a lanciare il nome di Malagò; un sostegno quasi unanime, eccezion fatta per il presidente della Lazio, Claudio Lotito. L’ex numero uno dello sport italiano ha poi, nel corso delle ultime settimane, incassato anche l’appoggio delle associazioni di calciatori e allenatori (30% in due), fino all’annuncio di ieri sera della Lega di B (6%), che ha preso la medesima direzione. La Lega Pro, al momento, è l’unica componente che non ha espresso una posizione: darà il suo appoggio soltanto dopo aver valutato i programmi dei due candidati.

Già così Malagò può contare su oltre il 50% dei voti, ma qualcuno arriverà anche dai dilettanti (totale 34%). Il comitato regionale della Lombardia, pochi giorni fa, si è infatti espresso in suo favore e non per il suo presidente nazionale, Abete.

La Figc avrà ora tempo fino al 22 maggio per pubblicare l’accettazione formale delle due candidature. Poi, partirà la volata verso le elezioni del mese successivo. Citando il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi: “In bocca al lupo”.