DARWIN – Il Garma Festival del 2026 si è chiuso nel nord-est dell’Arnhem Land con un messaggio rivolto al futuro: i prossimi cinquant’anni della storia australiana dovranno essere scritti con i proprietari tradizionali al centro delle decisioni sulla terra, sulle risorse e sullo sviluppo.

La ventiseiesima edizione dell’incontro, organizzato dalla Yothu Yindi Foundation, ha riunito esponenti politici, anziani, famiglie e rappresentanti delle comunità Yolngu. Il nome Garma richiama il concetto tradizionale di un luogo d’incontro e apprendimento reciproco.

Quest’anno il festival ha coinciso con il mezzo secolo dell’Aboriginal Land Rights Act, la legge che aprì la strada alla restituzione ai proprietari tradizionali di oltre metà del Northern Territory.

Il richiamo storico più forte resta l’immagine del 1975 in cui l’allora primo ministro Gough Whitlam versò una manciata di terra rossa nella mano del leader Gurindji Vincent Lingiari. Quel gesto divenne il simbolo della moderna battaglia per il riconoscimento della terra e per una diversa distribuzione del potere.

A Gulkula, quella eredità è stata riletta alla luce delle scelte ormai prossime. Tra gli annunci principali figura la nascita del Dilak Land Council, nuovo organismo dell’Arnhem Land orientale destinato ad avvicinare le decisioni ai proprietari tradizionali.

I promotori sostengono che il consiglio collaborerà con le istituzioni già esistenti, ma con una regola essenziale: i Yolngu dovranno guidare i progetti nei settori del turismo, dell’istruzione, della tutela ambientale e delle attività dei ranger.

Il passaggio più delicato riguarda la penisola di Gove. Rio Tinto ha confermato che l’estrazione della bauxite terminerà nel 2029, dopo quasi sessant’anni, imponendo a Nhulunbuy di immaginare un’economia non più dipendente dalla miniera.

L’anziano Rirratjingu e fondatore degli Yothu Yindi Witiyana Marika ha respinto la lettura catastrofica della chiusura. A suo giudizio, il ritorno della terra ai proprietari tradizionali offre l’occasione di dimostrare che le comunità possono amministrare imprese e sviluppo in prima persona.

La ministro capo del Northern Territory Lia Finocchiaro, presente per la prima volta, ha proposto di trasformare i sette grandi serbatoi di carburante e il porto in acque profonde di Gove in un’infrastruttura nazionale per lo stoccaggio e la distribuzione.

Ma il cuore del festival è rimasto il Bungul: al tramonto, famiglie Yolngu hanno danzato e dipinto i corpi con il gapan, l’ocra bianca che racconta legge, acqua e antenati.

Per la donna Wangurri Holly Gurruwiwi, queste immagini restituiscono una narrazione diversa: non soltanto difficoltà e interventi pubblici, ma bellezza, identità e continuità. Garma ha così ricordato che terra, economia e autorità non possono essere separate da una cultura sopravvissuta per millenni.