Una sala piena a Le Montage di Lilyfield, la settimana scorsa, per la serata della Yellow Diamond Brain Cancer Foundation, che ha riunito sostenitori e sponsor per illustrare l’impatto concreto dei fondi raccolti dalla fondazione, nella ricerca contro il cancro al cervello.
Dopo una breve introduzione ha preso la parola Vince Agostino, che ha creato la fondazione nel giugno 2013 dopo essere stato operato, nel marzo 2004, per una massa tumorale cerebrale. Nel suo intervento, Amber Sherlock, giornalista televisiva e ambasciatrice della Fondazione, ha raccontato di aver conosciuto Agostino senza sapere nulla di quello che la Yellow Diamond facesse e di averne apprezzato il lavoro un anno dopo l’altro: “Vedere le persone riunite, i fondi che vengono raccolti e ascoltare le storie di chi è stato colpito da un tumore al cervello ci ricorda che, grazie a Vince, al suo team e a tutti voi presenti questa sera, stiamo davvero facendo la differenza”.
A illustrare la ricerca è stato Orazio Vittorio, professore associato della UNSW. Il tumore al centro della sua presentazione è il DIPG, glioma pontino intrinseco diffuso: colpisce bambini tra i cinque e i sette anni e non ha cure efficaci.
Il punto di partenza è un metallo. Le cellule di diversi tumori, compresi quelli cerebrali, arrivano ad accumulare fino a sei volte il rame presente nei tessuti sani. Il rame, ha spiegato il professor Vittorio, le aiuta a produrre energia, ma soprattutto le rende invisibili al sistema immunitario.
Nel 2020, su Cancer Research, il suo gruppo ha dimostrato che la quantità di rame nel tumore regola l’espressione di PD-L1, la proteina con cui le cellule malate disattivano l’attacco delle difese dell’organismo.
Sottrarre il rame significa renderle di nuovo aggredibili. Da qui l’idea di non partire da zero, ma di riutilizzare farmaci che già esistono. I chelanti del rame sono impiegati da tempo contro la malattia di Wilson, un disturbo genetico che porta questo metallo ad accumularsi nel fegato, e sono approvati anche in età pediatrica.
Su modelli animali di DIPG, ha spiegato Vittorio, il trattamento ha portato alla scomparsa completa del tumore in circa un terzo dei casi. I risultati non sono ancora pubblicati: l’uscita è attesa tra ottobre e novembre. La sperimentazione sui bambini dovrebbe partire in Europa entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di portarla poi anche in Australia.
L’intervento si è chiuso con una nota dolente sui finanziamenti pubblici: “Sono dieci anni che il governo australiano non aumenta i fondi per la ricerca. Se possiamo fare la differenza è grazie a persone come Vince, alla Yellow Diamond Foundation e a voi”,
Vince Agostino ha concluso ringraziando gli sponsor, tra cui Le Montage per l’ospitalità, la Bendigo Bank, la Adriano Coluccio Funeral Services, con la fondazione dal primo giorno, Phoenix Photography, che dona il proprio lavoro a ogni evento, oltre a tanti altri e a Flowers For Everyone, che dona ogni anno fiori e, ovviamente, il comitato della Fondazione per l’eccellente lavoro fatto fino ad ora. La Yellow Diamond ha raccolto finora oltre 922.000 dollari per la ricerca sui tumori cerebrali pediatrici, in collaborazione con il Children’s Cancer Institute. Prossimo appuntamento, lo Spring Lunch del 5 novembre, alle 11.30, alla Deck House di Woolwich Dock.