BERLINO – Una nuova picconata al Brandmauer, il cordone sanitario che isola l’ultradestra tedesca, arriva sotto forma di invito. Bjorn Höcke, una delle anime più radicali di AfD, ha chiesto alla rosso-bruna Sahra Wagenknecht, l’ex esponente della Linke che ha fondato Bsw, di prendere le redini del suo Land, la Turingia, disarcionando il governatore cristianodemocratico e assumendo la presidenza.

Ma lei, politica tanto ambiziosa quanto esperta, ha risposto con un scatto di indignazione: “L’incarico non è un trofeo da consegnare a suo piacimento”.

Fra proposte indecenti e schermaglie più o meno credibili, la mossa del capogruppo di Alternative für Deutschland (AfD) dimostra una volta di più la convergenza fra i populisti di destra e di sinistra in Germania.

Un fenomeno sotto osservazione da tempo, che si sta concretizzando negli ultimi mesi con l’apertura del Bündnis Sahra Wagenknecht (Bsw) a una collaborazione con AfD, in vista delle regionali nell’est del paese in autunno.

Apertura che potrebbe segnare una svolta decisiva soprattutto nella Sassonia-Anhalt, al voto il 6 settembre, dove AfD è data al 42% (con un distacco di 20 punti dalla Cdu) e la giovane creatura politica della Wagenknecht al 5%, e dunque in grado di entrare nel parlamentino e fare da ago della bilancia.

Per ora il partito giovanissimo nato dalla scissione dalla Linke, che dopo un primo exploit proprio nell’est si è ridotto a consensi a dir poco deludenti, ha fatto sapere che non intende appoggiare la Cdu e che sarebbe pronta ad apparire con AfD in campagna elettorale.
E se l’ultradestra dovesse ottenere il potere a Magdeburgo, grazie all’astro nascente di Ulrich Siegmund, questo avrebbe un impatto anche sul governo Merz, mettendo a rischio il cancelliere.

Dalla sua Turingia, Höcke ha provato a spostare l’attenzione, per portarla nuovamente su di sé, l’uomo che ha indotto Alice Weidel ad andare sempre più a destra.

“Diventi ministra presidente del libero stato della Turingia. Io le tendo la mano”, ha scritto su X lanciando il suo amo. Il 6 settembre si può “aprire un nuovo capitolo nella storia dei partiti della Repubblica federale tedesca», ha aggiunto, “assuma la responsabilità politica di governo”.

Parole alle quali la moglie di Oskar Lafontaine che ha sfasciato la Sinistra, in seguito alla spaccatura sulle politiche nei confronti di Mosca, ha replicato apparentemente piccata, alla Süddeutsche Zeitung: “L’incarico di ministro presidente della Turingia non è un trofeo che il signor Höcke può assegnare a suo piacimento. La sua proposta non è né leale né seria”.

La lady rosso-bruna che vorrebbe abolire le sanzioni alla Russia e stoppare gli aiuti a Kiev – proprio come Alternative für Deutschland – ha rilanciato chiedendogli piuttosto di accettare un duello elettorale in vista del voto, dal momento che la Weidel lo ha rifiutato.

La proposta dell’ex professore di storia che sogna di diventare cancelliere – dopo diverse condanne per l’uso di simboli e slogan nazisti più o meno espliciti nei suoi comizi – arriva nei giorni in cui, nel Land di Erfurt, l’Università Tecnica di Chemnitz ha respinto il ricorso presentato dal governatore Mario Voigt contro la revoca del suo titolo di dottorato.

Höcke e la sua AfD hanno quindi annunciato l’intenzione di presentare nuovamente una mozione di sfiducia costruttiva contro il capo del governo.