Dal parquet della NBA al grande calcio europeo. Shai Gilgeous-Alexander, stella degli Oklahoma City Thunder e uno dei giocatori più rappresentativi del basket mondiale, entra ufficialmente nel gruppo degli azionisti dell’Atlético Madrid. Il club spagnolo ha annunciato l’accordo dopo diversi mesi di trattative, confermando un investimento che rafforza il legame sempre più stretto tra il mondo della pallacanestro americana e quello del calcio internazionale.
Il canadese, 28 anni, arriva a questa nuova avventura imprenditoriale nel momento più brillante della sua carriera. Vincitore degli ultimi due premi di MVP della regular season NBA, nel 2025 e nel 2026, Gilgeous-Alexander ha trascinato Oklahoma City alla conquista del titolo nel 2025, aggiudicandosi anche il riconoscimento di miglior giocatore delle Finals. Risultati che lo hanno consacrato tra i grandi protagonisti del basket mondiale.
L’Atlético Madrid non ha reso noti né l’importo dell’investimento né la percentuale di quote acquistate dal giocatore, presentando però l’operazione come un progetto di lungo periodo, destinato a sostenere la crescita internazionale del club e a rafforzarne la presenza sui mercati globali.
“Sono entusiasta di entrare ufficialmente nel gruppo degli azionisti dell’Atlético Madrid. È un club con una lunga tradizione ai vertici del calcio europeo e sono grato per l’opportunità di far parte del suo futuro”, ha dichiarato Gilgeous-Alexander attraverso i canali ufficiali della società spagnola.
Un legame che, in realtà, aveva già attirato l’attenzione degli appassionati. Durante la scorsa stagione NBA, il fuoriclasse canadese era stato fotografato mentre indossava una tuta dell’Atlético Madrid prima di una partita degli Oklahoma City Thunder. Un dettaglio che allora sembrava una semplice dimostrazione di simpatia per i colori biancorossi, ma che oggi assume un significato diverso alla luce dell’ingresso nella proprietà del club.
Sul parquet, intanto, Gilgeous-Alexander continua a essere uno dei giocatori più dominanti della lega americana. Dopo gli inizi con i Los Angeles Clippers, il canadese ha trovato a Oklahoma City l’ambiente ideale per affermarsi ai massimi livelli, diventando il leader di una squadra capace di conquistare il titolo NBA. Le sue prestazioni gli hanno garantito anche un’estensione contrattuale quadriennale da 285 milioni di dollari, a conferma della fiducia riposta in lui dalla franchigia.
L’investimento nell’Atlético Madrid non rappresenta però un caso isolato. Negli ultimi anni diversi campioni della NBA hanno scelto di entrare nel mondo del calcio, attratti dalle opportunità economiche e dalla crescente dimensione internazionale dei principali club europei.
Tra i primi a percorrere questa strada c’è stato Steve Nash, due volte MVP della NBA, diventato comproprietario dei Vancouver Whitecaps nel 2008. Nel 2016 l’ex playmaker canadese ha ampliato i propri interessi entrando anche nel gruppo proprietario del Maiorca, insieme a Robert Sarver e Andy Kohlberg.
Uno degli esempi più conosciuti è quello di LeBron James, che nel 2011 ha acquisito una partecipazione del 2% nel Liverpool attraverso un accordo con Fenway Sports Group. Dieci anni più tardi, la stella americana ha trasformato quella quota in una partecipazione nel gruppo proprietario del club inglese, estendendo così i propri investimenti nel settore sportivo.
Più recente il caso di Kevin Durant, che nel 2024 ha avviato un rapporto con il Paris Saint-Germain attraverso Arctos Partners, già presente nell’azionariato della società francese. Nel 2025 il campione NBA ha poi rafforzato il proprio coinvolgimento acquisendo una partecipazione minoritaria diretta nel club parigino attraverso la sua società Boardroom.
L’arrivo di Gilgeous-Alexander nell’azionariato dell’Atlético Madrid conferma dunque una tendenza sempre più diffusa tra le stelle del basket americano, pronte a investire anche lontano dal parquet. Per il club spagnolo si tratta di un’opportunità per ampliare la propria visibilità internazionale, mentre per il campione canadese rappresenta una nuova sfida, questa volta fuori dal campo, ma sempre nel segno dello sport.