DUBAI – Emergono nuovi dettagli sull’attacco a bordo del volo flydubai FZ1073 diretto a Tel Aviv, con fonti vicine all’indagine che sostengono che il copilota Hamam al-Hammami avesse concepito il piano prima ancora di essere assunto dalla compagnia aerea degli Emirati.
Due funzionari israeliani a conoscenza dell’inchiesta hanno riferito che l’uomo avrebbe dichiarato agli investigatori di aver cercato deliberatamente un impiego presso una compagnia che operasse collegamenti con Israele. Una terza fonte ha aggiunto che il suo obiettivo sarebbe stato far precipitare l’aereo sull’aeroporto Ben Gurion.
Al-Hammami, cittadino omanita, avrebbe inoltre già operato un volo per Tel Aviv nei mesi precedenti e avrebbe valutato di attuare il piano in quell’occasione, salvo poi rinunciarvi. Secondo le informazioni emerse, la presenza a bordo di una persona da lui conosciuta potrebbe aver contribuito alla decisione.
L’incidente della scorsa settimana si è verificato durante il volo FZ1073 da Dubai a Tel Aviv. Il copilota avrebbe aggredito il comandante indiano Smit Machchhar con l’ascia d’emergenza presente nella cabina di pilotaggio e tentato di prendere il controllo del velivolo.
Passeggeri e membri dell’equipaggio erano riusciti a immobilizzarlo, mentre Machchhar, nonostante le ferite, riuscì ad aprire la porta della cabina. Un pilota di riserva presente a bordo assunse quindi i comandi e condusse l’aereo a un atterraggio d’emergenza nel nord-ovest dell’Arabia Saudita.
Il velivolo trasportava più di 170 persone, in gran parte israeliane. Al-Hammami venne arrestato dalle autorità saudite e successivamente trasferito negli Emirati Arabi Uniti.
Secondo quanto riportato da Channel 12, durante l’interrogatorio avrebbe dichiarato di aver agito “per vendicare Gaza” e di voler “morire da martire”. Le autorità emiratine non hanno ancora annunciato formalmente accuse nei suoi confronti.
Il caso ha aperto interrogativi anche sulle procedure di sicurezza. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ricordato che piloti provenienti da Paesi privi di relazioni diplomatiche con Israele, come l’Oman, non dovrebbero essere assegnati a collegamenti diretti nel Paese e ha ordinato una revisione dei controlli sulle compagnie straniere.
Le indagini si sono intanto estese ad Australia e Nuova Zelanda. Una task force antiterrorismo australiana sta esaminando il periodo trascorso da al-Hammami nel Paese, dove circa dieci anni fa risultava iscritto alla RMIT University di Melbourne.
Anche la polizia neozelandese sta verificando i suoi trascorsi, mentre Royal Air Maroc ha confermato che l’uomo completò tre mesi di formazione teorica nel 2025 senza essere successivamente assunto.