ROMA - La Rai ha disposto una sospensione di dieci giorni dal lavoro e dalla retribuzione nei confronti di Sigfrido Ranucci.
La decisione arriva mentre il Tribunale del Lavoro di Roma è chiamato a pronunciarsi sul ricorso d’urgenza presentato dal giornalista contro la rimozione dalla conduzione di Report.
Alla base del provvedimento disciplinare, secondo quanto si apprende, ci sarebbero quattro contestazioni: una cinquantina di ingressi di Laura Cianfoni - già sindacalista Cisl - in una sede aziendale, i contenuti di una conversazione con il parlamentare M5s Dario Carotenuto, l’inoltro di mail aziendali a Valter Lavitola e la presunta denigrazione di colleghi - in particolare Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi - indicati in un primo momento per succedere a Ranucci alla guida del programma.
“Il provvedimento sarà impugnato”, annuncia l’avvocato Roberto De Vita, coordinatore del team legale del giornalista che sottolinea che la nuova sanzione è stata comunicata “proprio mentre il Tribunale del Lavoro di Roma sta decidendo sul ricorso cautelare” contro la rimozione da Report.
Secondo De Vita, la decisione della Rai arriva a pochi giorni dalla presentazione delle difese con cui Ranucci ha contestato “nel merito e nel metodo” le accuse formulate dall’azienda. “In attesa della decisione del giudice non commentiamo la coincidenza temporale”, aggiunge.
Dopo l’udienza del 23 settembre, la giudice Donatella Casari aveva fissato al 30 settembre il termine per il deposito delle note delle parti. Dopo ulteriori adempimenti, la scadenza è arrivata oggi e ora il giudice potrà decidere.
La decisione è attesa anche perché la Rai ha prorogato fino al 13 ottobre il termine entro cui Ranucci dovrà scegliere tra le tre opzioni professionali proposte dall’azienda dopo la rimozione dalla conduzione di Report.