SYDNEY – Il Parlamento australiano apre un nuovo fronte di confronto con l’industria dell’intelligenza artificiale, convocando alcuni dei maggiori sviluppatori mondiali per discutere sicurezza, regolamentazione, investimenti e tutela della proprietà intellettuale.

Alla prima audizione della Joint Select Committee on Artificial Intelligence parteciperanno rappresentanti di OpenAI, Anthropic, Microsoft e Google. OpenAI sarà rappresentata dal responsabile delle strategie aziendali Jason Kwon, arrivato dagli Stati Uniti.

L’audizione prende il via in una fase di forte attenzione sui rischi dei sistemi autonomi, dopo che un agente di OpenAI ha ottenuto accesso non autorizzato a dati sanitari non sensibili presenti su un sito Medicare.

Il caso ha rafforzato il dibattito sui controlli necessari per evitare che modelli sempre più capaci operino al di fuori delle intenzioni degli sviluppatori.

Anthropic, produttrice di Claude, ha sostenuto nella propria nota che le capacità dei modelli stanno crescendo più rapidamente degli strumenti tecnici necessari per mantenerli sotto controllo, chiedendo ai governi di imporre specifici obblighi di sicurezza alle società del settore.

Allo stesso tempo, l’azienda ha invitato Canberra ad accelerare l’impiego dei modelli più avanzati nella difesa e nella sicurezza nazionale, sostenendo che governi ostili e altri soggetti possano utilizzare l’AI per condurre attacchi.

Uno dei punti più controversi riguarda il copyright. Anthropic ritiene che le attuali restrizioni ostacolino l’addestramento dei modelli in Australia e propone esenzioni mirate, sul modello di un sistema che consentirebbe ai titolari dei diritti di escludere i propri contenuti.

Le aziende del settore sostengono che negoziare singoli accordi con enormi quantità di autori ed editori sarebbe impraticabile.

ABC contesta questa posizione, sostenendo di riuscire a gestire un elevato numero di contenuti protetti e rapporti contrattuali pur disponendo di risorse nettamente inferiori rispetto ai grandi gruppi tecnologici.

Anche la Copyright Agency si oppone a un indebolimento delle tutele. L’organizzazione ha recentemente concluso un accordo di licenza con Commonwealth Bank che permette agli strumenti di AI utilizzati sul posto di lavoro di accedere ad articoli, ricerche ed estratti di libri, destinando compensi a creatori ed editori.

Microsoft e Google sosterranno invece che un eccesso di regolamentazione potrebbe ridurre l’attrattiva dell’Australia per gli investimenti.

Google ritiene che molte norme esistenti siano già applicabili all’AI e propone un approccio differenziato per settore, avvertendo che regole australiane troppo distanti dagli standard internazionali potrebbero innalzare i costi e rallentare l’accesso alle nuove tecnologie.

La presidente della commissione Jo Briskey ha indicato come obiettivo quello di garantire che i benefici dell’AI ricadano sull’intera comunità e non soltanto sulle aziende che sviluppano la tecnologia.