TEL AVIV - Dalla Cisgiordania al confine libanese fino alla Striscia di Gaza, Israele si trova ad affrontare contemporaneamente tre dossier che stanno aumentando la pressione sul governo di Benjamin Netanyahu e coinvolgendo direttamente gli Stati Uniti.
A Qusra l’esercito israeliano è intervenuto nel tentativo di contenere gruppi di coloni estremisti che da giorni prendono di mira famiglie palestinesi; nel sud del Libano un attacco di Hezbollah e la successiva risposta israeliana hanno provocato nuove vittime; su Gaza, intanto, Washington prepara una nuova iniziativa diplomatica con l’arrivo nella regione di Jared Kushner.
La situazione più tesa in Cisgiordania è quella di Qusra, villaggio palestinese a sud di Nablus. La crisi è cominciata quando un gruppo di coloni ha bloccato l’accesso ad alcune abitazioni e installato una tenda nei pressi delle case. Secondo Reuters, 15 palestinesi, tra cui due bambini, sono rimasti intrappolati senza acqua ed elettricità. Gli abitanti hanno denunciato danneggiamenti, lanci di pietre e intimidazioni.
L’esercito israeliano ha inviato rinforzi, dichiarato l’area zona militare chiusa e rimosso l’avamposto. Sabato, tuttavia, una quindicina di coloni è tornata nel villaggio: i militari hanno notificato loro l’ordine di sgombero e il gruppo si è allontanato. L’IDF ha annunciato un’indagine interna per accertare, tra l’altro, perché siano state necessarie circa 48 ore per evacuare il primo avamposto.
Nel villaggio si trovavano anche cinque giovani attivisti italiani, quattro donne e un uomo, che avevano trascorso alcuni giorni accanto a una delle famiglie palestinesi.
Sono stati allontanati dalle forze israeliane e la Farnesina ha seguito la loro situazione attraverso l’Unità di crisi, il consolato a Gerusalemme e l’ambasciata a Tel Aviv. I cinque si sono poi trasferiti nel centro di Qusra.
La vicenda ha provocato una reazione particolarmente netta dell’ambasciatore americano in Israele Mike Huckabee, tradizionalmente vicino alle posizioni dei coloni, che ha condannato con parole molto dure i responsabili dell’assedio: “Le azioni di chi ha compiuto questo orribile atto di terrorismo, con l’obiettivo di intimidire e perseguitare questa famiglia, sono disgustose”.
La questione si intreccia con il confronto interno israeliano sulla gestione della Cisgiordania. Il ministro della Difesa Israel Katz ha chiesto all’esercito di preparare un piano per trasferire alla polizia le competenze sulle questioni civili riguardanti gli israeliani negli insediamenti. Il vicepresidente dell’Autorità palestinese Hussein al-Sheikh ha denunciato la proposta come un passo verso l’annessione della Cisgiordania.
Mentre resta alta la tensione a Qusra, un secondo fronte si è riaperto nel sud del Libano. Nella notte tra venerdì e sabato tre militari dell’unità Yahalom sono rimasti gravemente feriti nell’esplosione di un drone carico di esplosivo che, secondo Israele, era stato lanciato da Hezbollah. L’IDF ha risposto bombardando obiettivi del movimento sciita vicino alla linea di contatto. Secondo l’Haaretz, l’obiettivo principale era Ali Hassan, comandante di battaglione dell’unità Radwan di Hezbollah. Nell’attacco sono stati uccisi anche la moglie e i quattro figli. Le autorità libanesi hanno riferito di almeno 11 civili morti negli attacchi israeliani del fine settimana. Le vittime civili hanno provocato la condanna del governo libanese e critiche internazionali. L’ufficio di Netanyahu ha quindi reso noto il grave ferimento dei tre militari israeliani prima della comunicazione ufficiale dell’esercito.
Dall’Haaretz la scelta viene letta come un tentativo di spiegare rapidamente il contesto della risposta militare. Huckabee, questa volta, ha sostenuto la versione israeliana dell’accaduto. È Gaza, tuttavia, il dossier sul quale Washington prepara la prossima iniziativa. Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump e suo inviato, è atteso nella regione per colloqui sul futuro della Striscia. Secondo il Jerusalem Post, che cita un funzionario del Board of Peace, Kushner dovrebbe essere accompagnato dall’ex primo ministro britannico Tony Blair e da Nickolay Mladenov.
La delegazione dovrebbe discutere con Israele i passi successivi del piano americano e incontrare al Cairo i mediatori di Egitto, Qatar e Turchia. Una fonte citata da Reuters sostiene che Stati Uniti e Israele condividano l’obiettivo del disarmo di Hamas, pur restando da superare le riserve israeliane sulle modalità con cui procedere.