PERTH – L’industria mineraria australiana si riunisce da oggi nel cuore del Western Australia per valutare come trasformare la crescita dell’intelligenza artificiale in nuovi investimenti, mentre il rincaro del gasolio e le incertezze del commercio internazionale pesano sui conti delle aziende.

La trentacinquesima edizione del Diggers & Dealers Mining Forum terrà aperti i battenti fino a mercoledì nei pressi del Super Pit, la grande miniera d’oro di proprietà di Northern Star Resources ai margini della città. Sono attesi fino a 2.600 dirigenti, investitori e rappresentanti delle maggiori società del comparto.

Ad aprire i lavori sarà Joe Hockey, già ministro del Tesoro federale e ambasciatore australiano negli Stati Uniti. Oggi alla guida di una società di consulenza, Hockey dovrebbe affrontare il rapporto tra geopolitica, difesa e approvvigionamento di minerali essenziali, anche alla luce della guerra tra Washington e Teheran.

Il presidente del forum, Jim Walker, ha detto di attendersi un intervento capace di offrire nuovi elementi di riflessione a un settore chiamato a misurarsi con un ordine economico in rapido mutamento.

Hockey aveva già sostenuto lo scorso anno che l’Australia potesse concludere con Donald Trump un accordo di ampio respiro sulle risorse strategiche. Pochi mesi dopo, il presidente americano e Anthony Albanese hanno sottoscritto un’intesa destinata ad accelerare una serie di progetti prioritari per 8,5 miliardi di dollari americani.

Canberra è in grado di fornire 35 dei 50 minerali che gli Stati Uniti classificano come critici. Tra questi figurano gallio e terre rare per i sistemi di difesa avanzati, nichel e cobalto per veicoli elettrici e batterie, oltre a tungsteno, vanadio e grafite per l’aerospazio, le leghe speciali e le reti energetiche.

Secondo Reg Spencer, responsabile della ricerca su miniere ed energia di Canaccord Genuity, molti investitori non hanno ancora compreso fino in fondo quanto la costruzione di centri dati e infrastrutture per l’AI dipenda dall’estrazione mineraria.

L’espansione richiederà grandi quantità di alluminio per la trasmissione elettrica, rame, oro, tantalio e tungsteno per i semiconduttori, nonché terre rare per sistemi di raffreddamento e motori. Opportunità analoghe si aprono per i produttori di litio e uranio.

Tra i temi del forum figura anche la fine dello sconto federale sulle accise. Il governo aveva dimezzato il prelievo in aprile, garantendo un risparmio fino a 32 centesimi al litro, per poi ridurre l’agevolazione a 16 centesimi in luglio e lasciarla scadere domenica.

Gli operatori valuteranno infine l’andamento dell’oro. Pur essendo arretrato dai massimi storici, il prezzo vicino ai 4mila dollari americani l’oncia continua a offrire margini molto favorevoli alle imprese del settore.