BUENOS AIRES – La principale cementiera del Paese ha giustificato la misura con la combinazione di tre fattori: il calo della domanda, l’accumulo di scorte di clinker — la materia prima di base per produrre cemento — e il forte aumento dei costi energetici previsto nei mesi di maggiore consumo di gas.
Secondo quanto riferito dal sindacato minerario AOMA della città di Olavarría, lo stop non ha precedenti recenti per la sua durata. “Le interruzioni programmate per manutenzione generalmente non durano più di 40 giorni”, ha dichiarato il segretario generale del sindacato, Alejandro Santillán.
Nello stabilimento della provincia di Buenos Aires si accumulano attualmente oltre 700.000 tonnellate di clinker, un volume che permetterà all’azienda di continuare a produrre cemento mentre mantiene paralizzata parte della propria struttura industriale. Anche l’altro forno dell’impianto resterà fermo durante maggio e giugno e tornerebbe operativo soltanto a luglio, secondo le previsioni della compagnia.
La situazione riflette il momento delicato che sta attraversando il settore delle costruzioni, colpito dal calo delle opere pubbliche nazionali, dal rallentamento degli sviluppi privati e dall’aumento dei costi valutati in dollari.
I dati più recenti mostrano che le spedizioni di cemento sono nuovamente diminuite ad aprile, nonostante alcuni indicatori di lieve ripresa registrati a marzo. Il livello di attività resta lontano dai valori storici precedenti alla crisi del settore e le aziende non vedono ancora segnali chiari di una ripresa sostenuta.
Anche lo scenario energetico appare come uno dei fattori centrali dietro la decisione dell’azienda. Durante questo inverno, le industrie dovranno affrontare un forte aumento del costo del gas naturale liquefatto (GNL) importato, spinto dalle tensioni internazionali e dalle difficoltà strutturali dell’Argentina nell’ampliare la capacità di trasporto e stoccaggio energetico.
Fonti del settore stimano che il prezzo del GNL sia passato da circa 12 dollari per milione di BTU lo scorso anno a quasi 20 dollari nel 2026. Inoltre, il Governo ha modificato il sistema di approvvigionamento e ora le grandi industrie dovranno prenotare anticipatamente i volumi di gas necessari per l’inverno oppure potrebbero subire interruzioni della fornitura durante le ondate di freddo.
Nelle attività ad alta intensità energetica, come la produzione di cemento, l’impatto sui costi è immediato. Di fronte a questo scenario, diverse aziende hanno iniziato a rivedere i piani di produzione, anticipare lavori di manutenzione o ridurre le operazioni per affrontare i mesi di maggiore consumo residenziale.
La decisione di Loma Negra arriva inoltre nel mezzo di una nuova fase societaria per l’azienda. Alcune settimane fa, l’imprenditore Marcelo Mindlin ha preso il controllo di InterCement e della cementiera dopo l’uscita del gruppo brasiliano Camargo Correa, che aveva acquisito la società nel 2005 in seguito alla vendita effettuata dalla famiglia Fortabat.
Il nuovo assetto societario è composto da Mindlin insieme a fondi internazionali creditori della compagnia. In questo contesto, l’azienda ha avviato una riorganizzazione interna orientata a preservare la liquidità e ad adattare la propria struttura produttiva a un mercato che non riesce ancora a recuperare livelli di attività sostenuti.
La scommessa di Loma Negra è attraversare l’inverno utilizzando le scorte accumulate e ridurre i costi energetici mentre attende un eventuale miglioramento della domanda verso la fine dell’anno.