PALERMO - La causa del decesso sarebbe annegamento. Sarebbe il primo responso dell’autopsia sul corpo di Simona Cinà, la ventenne palermitana deceduta in fondo a una piscina durante una festa privata in una villa di Bagheria, in provincia di Palermo, nella notte tra venerdì e sabato scorso. L’esame autoptico si è svolto questa mattina all’Istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo, disposto dai pm della procura di Termini Imerese che coordina le indagini. 

L’autopsia avrebbe escluso l’infarto e problemi cardiaci mentre ha accertato la presenza di acqua nei polmoni. Bisognerà attendere l’esito degli esami tossicologici per verificare l’eventuale presenza di alcol e altre sostanze. 

Il responso dell’esame complesso dunque indica che Simona è morta annegata: gli esami più approfonditi dovranno stabilire se questa causa prossima del decesso sia stata indotta da malformazioni o situazioni di malessere dovute ad altri motivi. Non è chiaro, però, se sia finita sott’acqua e sia affogata dopo aver avuto un malore per cause naturali o se a provocarlo sia stata l’assunzione involontaria di droga o alcol. Per accertarlo sarà necessario attendere gli esiti degli esami tossicologici. 

“Oltre al malore per cause naturali o indotte da alcol o droghe c’è anche una terza possibilità: che Simona sia scivolata vicino la piscina, abbia sbattuto la testa e abbia perso i sensi. Dall’autopsia sarebbe emerso un piccolo segno sotto la nuca. I medici hanno escluso la rilevanza di questa ipotesi, ma mi sembra di aver capito che ci sia un piccolo trauma cranico alla testa”, ha detto l’avvocato Gabriele Giambrone, legale della famiglia Cinà, dopo l’autopsia su Simona.   

Secondo le ricostruzzioni, la ragazza si sarebbe immersa, intorno alle 3.30 del mattino di sabato 2 agosto, per fare un bagno nella  piscina di villa di Aspra, luogo in cui due dei suoi amici festeggiavano la laurea. Nessuno si è accorto di lei per alcuni minuti e poi è stata recuperata da due giovani che si sono tuffati in acqua. 

“Dall’autopsia è venuto fuori che Simona è morta per annegamento, ma per stabilire le cause bisognerà aspettare i risultati finali, gli esami tossicologici e le conclusioni si conosceranno a fine agosto. Bisognerà capire se l’annegamento è stato causato da un malessere, cioè da cause naturali, o da qualcos’altro”, ha dichiarato la cugina di Simona Cinà, Gabriella. 

“È difficile pensare - ha aggiunto la parente della pallavolista - che una ragazza sportiva e che sa nuotare non sia riuscita a salvarsi in una piscina profonda un metro e 80 circa. Dobbiamo quindi capire se ha perso i sensi ed è caduta e poi annegata per cause naturali, per un malore, o se è successo altro. Abbiamo fiducia nella magistratura”.