Fondata da Sebastian Galipo nel 1983, in un garage, con quattro frigoriferi e congelatori e un furgoncino, dal 1988 è in società anche il fratello Bill. Un’azienda in continua e costante crescita: attuale sede a Dry Creek, oltre 33mila metri quadrati, un capannone refrigerante, una flotta di 52 camion e oltre 170 dipendenti, la maggioranza dei quali da molti anni.
Tra questi il General Manager, Nathan Narayanan, 34enne in forze presso la Galipo Food da oltre undici anni: ha iniziato come magazziniere part-time ai tempi dell’università e: “Grazie ad un responsabile che ha saputo vedere le sue capacità”, ci spiega lui stesso, ora ricopre un ruolo fondamentale in azienda. Lo abbiamo incontrato, per parlare di un primato mondiale dell’azienda, raggiunto grazie alla sua visione e alla volontà di fare sempre meglio e di fare sempre la cosa giusta: il passaggio dei magazzini aziendali alla robotica.
Narayanan da sempre cerca di capire come rendere i processi aziendali più efficienti, in maniera sostenibile, per l’azienda, per i clienti e per i dipendenti, anche grazie alla capacità di Sebastian Galipo: “La persona più giusta e più gentile che conosca, oltre che un autentico uomo d’affari, che sa individuare le opportunità molto velocemente, capace di far sentire ad ogni singolo dipendente l’azienda come sua e di tirar fuori da ognuno il meglio. Inoltre, non ha paura di investire per migliorare e infine ripone nei suoi dipendenti la fiducia che sono in grado di perseguire il meglio per l’azienda”. Nathan è nato in India, ha vissuto in Middle East, è arrivato da solo in Australia per gli studi universitari e ci racconta che l’introduzione della robotica è il punto di arrivo di un processo iniziato da tempo: “Carichiamo i camion tra le 4 e le 9 del mattino (non durante tutta la notte per rendere più sostenibile la vita dei lavoratori – ndr), per le 12 la merce deve essere consegnata”. La componente esclusivamente umana, classica, come era all’inizio, ovvero l’operaio che con una lista scritta a mano prende dagli scaffali la merce da spedire era, con il crescere della movimentazione, poco efficiente e a maggior rischio errore. Si è quindi passati alla modalità senza carta: l’operaio indossava delle cuffie attraverso le quali veniva dettato l’ordine, ma anche qui gli standard qualitativi ai quali punta Nathan e la Galipo Food non erano completamente soddisfatti.
Da dove è arrivata l’ispirazione alla robotica? “Un giorno stavo preparando un ordine e mi accorsi che sprecavo troppo tempo per andare da uno scaffale all’altro, anche se ero veloce, qualcosa non andava - ci racconta -. Allora mi è venuto in mente Amazon, che utilizza la robotica da sempre. Ho iniziato quindi a cercare un possibile fornitore, con cui lavorare al progetto ed ho contattato Geek Plus, società cinese specializzata in robotica da magazzino, seconda solo ad Amazon”.
Da qui è stato sviluppato il progetto: vengono caricati gli scaffali, un software registra i prodotti presenti su ogni scaffale, gli ordini vengono caricati nel sistema e dei robot trasportano lo scaffale al magazziniere che, senza muoversi tra uno scaffale l’altro, prepara la spedizione. “In questo modo abbiamo raddoppiato la nostra velocità di preparazione degli ordini”.
Abbiamo chiesto a Nathan di raccontarci un momento particolare: “All’inizio ci sono stati molti problemi, nelle prime due settimane, quando abbiamo iniziato ad utilizzare i robot che, in pratica, non funzionavano, mettevano la merce nei posti sbagliati, era un caos. Ma se sei il primo a fare qualcosa c’è da pagare un prezzo”.
E com’era Sebastian Galipo durante quei primi giorni? “è stato alla larga, capiva che eravamo sotto stress ma sapeva che avremmo risolto”. Per l’apertura del secondo magazzino, un enorme freezer, era stata organizzata per il 26 marzo una cerimonia ufficiale d’inaugurazione, con tanto di cena di gala al Sunnybrae Estate: purtroppo a inizio marzo l’evento è stato annullato per cause di forza maggiore legate all’emergenza coronavirus. Nel frattempo, in risposta alla crisi degli approvvigionamenti nei supermercati e alla chiusura di bar, ristoranti e hotel, tra i principali clienti dell’azienda, Galipo Food ha organizzato in quattro e quattr’otto un servizio di consegna a domicilio a privati. Come dire, ancora una volta, efficienza, efficacia e grande adattabilità. Tutto partito da un garage e quattro frigo.