CANBERRA – Il disegno di legge sui trust discrezionali entra in Parlamento tra l’opposizione delle associazioni imprenditoriali, le critiche della Coalizione e le riserve dei Verdi, il cui sostegno sarà necessario per l’approvazione al Senato.
Il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha presentato oggi la normativa alla Camera, sostenendo che servirà a “meglio allineare” il trattamento fiscale dei redditi da lavoro e di quelli derivanti da attività patrimoniali.
La proposta, annunciata nella manovra economica di maggio, prevede un’imposta minima del 30 per cento sulle distribuzioni dei trust discrezionali.
Secondo Chalmers, la crescente diffusione di queste strutture tra gli australiani più facoltosi sta erodendo l’equità del sistema fiscale e trasferendo una quota maggiore del carico sui lavoratori.
Le associazioni imprenditoriali replicano però che i trust sono utilizzati anche per ragioni del tutto legittime, tra cui la protezione dei beni aziendali e la pianificazione della successione.
Il leader dell’opposizione Angus Taylor ha accusato il Partito laburista di non comprendere la realtà delle piccole imprese.
“Dovrebbero uscire un po’ di più e parlare con il proprietario del bar sotto casa, con il ristoratore, con chi gestisce un’azienda manifatturiera o un’agenzia immobiliare”, ha dichiarato.
La senatrice Liberale Michaelia Cash ha sostenuto che la misura finirebbe sostanzialmente per “tassare due volte le piccole imprese”, descrivendole come la spina dorsale della comunità australiana.
Il governo avrà bisogno dei Verdi per far approvare il provvedimento, ma il portavoce per l’economia Nick McKim ha annunciato l’intenzione di chiedere un’inchiesta del Senato.
Nel mirino ci sono soprattutto le eccezioni previste per alcune imprese, che consentirebbero di evitare la ristrutturazione dei trust attraverso distribuzioni fisse a beneficiari già individuati.
Secondo McKim, queste concessioni indeboliscono la proposta originaria del governo.
I Verdi hanno inoltre sollevato dubbi sulla possibilità che alcune famiglie continuino a utilizzare i trust per pagare rette scolastiche private senza essere pienamente interessate dalla nuova imposta.
Chalmers ha comunque minimizzato le difficoltà politiche, ribadendo che esistono motivi legittimi per utilizzare i trust ma sostenendo che una piccola quota di contribuenti può oggi gestire i propri affari fiscali in modi non disponibili alla maggioranza dei lavoratori.
Il ministro ha aggiunto che meno del 10 per cento delle piccole imprese dovrebbe essere toccato dalle modifiche.