PARIGI – Le proteste studentesche che da settimane interessano la Francia hanno registrato ieri nuovi episodi di violenza nella capitale, dove gruppi di manifestanti hanno lanciato bottiglie, pietre e fuochi d’artificio contro la polizia.
Gli scontri più intensi si sono verificati a Place Vauban, vicino a Les Invalides, nel settimo arrondissement. Le forze dell’ordine hanno risposto con cannoni ad acqua, gas lacrimogeni e granate stordenti nel tentativo di disperdere la folla.
Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha riferito che 11 agenti sono stati ricoverati in ospedale, descrivendo la giornata come “particolarmente estenuante” per la polizia parigina.
L’uso delle granate stordenti è finito sotto crescente scrutinio dopo che, all’inizio del mese, uno studente di 15 anni ha perso una mano durante un’operazione di polizia davanti a una scuola. Il governo ha successivamente sospeso l’impiego di uno specifico tipo di ordigno.
Secondo le autorità, alle manifestazioni di ieri hanno preso parte 161.500 persone in tutto il Paese, di cui 41.500 a Parigi. I sindacati hanno fornito una stima molto più alta, parlando di circa 480mila partecipanti.
Il movimento era iniziato a metà settembre nelle periferie parigine, per poi estendersi rapidamente ad altre città francesi.
Tra le principali rivendicazioni figurano la carenza di insegnanti, le condizioni delle strutture scolastiche e il sovraffollamento delle classi.
La maggior parte delle mobilitazioni è rimasta pacifica, ma alcuni manifestanti hanno sostenuto che la violenza possa rappresentare una risposta alle azioni della polizia.
Uno di essi ha affermato che studenti e insegnanti non stanno ricevendo risposte alle proprie richieste, mentre un altro ha giudicato sproporzionato l’uso dei gas lacrimogeni contro la folla.
Le organizzazioni per i diritti umani hanno chiesto alle autorità di garantire la sicurezza dei giovani presenti alle manifestazioni.
La presidente di Amnesty International France, Anne Savinel-Barras, ha sottolineato che ogni intervento di ordine pubblico deve essere “legittimo, necessario e proporzionato”, evitando un impiego eccessivo della forza.
La mobilitazione potrebbe inoltre intrecciarsi con le manifestazioni previste sabato contro il costo della vita e l’aumento dei prezzi dei carburanti.
A Saint-Denis è intervenuta anche l’attivista svedese Greta Thunberg, che ha accusato le istituzioni di non coinvolgere sufficientemente i giovani e di non destinare alle scuole gli investimenti necessari.