CANBERRA – Il governo federale ha modificato nuovamente il proprio schema di riserva del gas, accogliendo alcune richieste avanzate dal settore e introducendo nuovi limiti alla facoltà del ministro delle Risorse di stabilire quanto prodotto debba essere destinato al mercato australiano.

Madeleine King illustrerà le modifiche in un intervento al National Press Club prima di presentare la legislazione in Parlamento.

Oltre a restringere la discrezionalità ministeriale, il testo dovrebbe rendere più difficile aggirare il sistema e prevedere consultazioni con Stati e Territori quando le decisioni avranno conseguenze dirette sulle rispettive giurisdizioni.

Australian Energy Producers aveva chiesto a settembre che i poteri del ministro fossero circoscritti. La direttrice generale Samantha McCulloch aveva sostenuto che il piano rischiava di penalizzare i produttori concentrati sul mercato interno, ridurre la concorrenza e scoraggiare nuovi investimenti nell’offerta di gas.

Il Partito laburista aveva già ridimensionato la proposta originaria dopo le proteste del settore. L’obbligo per gli esportatori di riservare il 20 per cento della produzione al mercato nazionale è stato trasformato in un requisito “fino al 20 per cento”, mentre i contratti già esistenti resteranno esclusi.

Il provvedimento continua tuttavia a incontrare critiche provenienti da fronti molto diversi. Sindacati, organizzazioni ambientaliste e associazioni imprenditoriali sostengono che le eccezioni consentiranno a esportatori come Santos di continuare a privilegiare i mercati esteri, dove i prezzi sono più remunerativi.

Il direttore generale dell’Australian Industry Group, Innes Willox, ha chiesto regole “forti, chiare ed eque” prima della prossima tornata di contratti, sostenendo che ulteriori compromessi potrebbero prolungare per anni l’incertezza sull’approvvigionamento interno.

Nel suo discorso King difenderà anche il ruolo strategico delle esportazioni australiane di energia nella regione Asia-Pacifico.

Secondo il ministro, una transizione energetica ordinata richiede che l’Australia continui a esportare materie prime tradizionali come gas e carbone finché i partner regionali ne avranno bisogno nel proprio percorso verso il net zero.

La viceleader dei Verdi Steph Hodgins-May ha invece ribadito la richiesta di sostituire lo schema di riserva con una tassa del 25 per cento sulle esportazioni di gas.