VENEZIA - È finita l’era di Giovanni Stroppa al Venezia. L’allenatore che aveva trascinato gli arancioneroverdi in una cavalcata trionfale dalla Serie B alla Serie A non è riuscito a ripetersi nella massima categoria, pagando un avvio di campionato senza punti nelle prime sei giornate. Ora toccherà con tutta probabilità a uno tra Paolo Zanetti e Davide Nicola aggiustare il tiro e cercare di portare i lagunari alla salvezza.
La società si starebbe orientando verso una proposta di contratto annuale, con opzione per l’annata seguente. Un’impresa non facile, con un calendario che vede Napoli in casa, Genoa in trasferta, Inter al Penzo e Como fuori: una montagna da scalare che resta ripida. Le premesse del matrimonio con Stroppa erano state però ben diverse. Fin dal ritiro precampionato della stagione 2024-25, il tecnico lombardo aveva dichiarato di volere una squadra “dominante”, trovando conferma nei risultati e nelle prestazioni.
Il rapporto con la tifoseria si era consolidato nel corso della stagione, con la curva che per tutto il girone di ritorno aveva inneggiato al suo nome.
Il primo accordo tra le parti era stato annuale, il tecnico aveva scelto di lasciare parlare il campo, rimandando ogni discorso sul futuro. In estate è poi arrivata la firma sul nuovo contratto, siglato a bordo della barca del direttore generale Filippo Antonelli nel bacino di San Marco: un triennale fino al 30 giugno 2029, con rinnovo automatico per il quarto anno al verificarsi di determinate condizioni contrattuali. Una scelta che testimoniava la fiducia della società nel lavoro dell’allenatore.
L’allenatore ha pagato anche la difficoltà di adattare la propria idea di calcio a una categoria nella quale gli errori si pagano più cari. La ricerca del dominio attraverso il possesso, la difesa alta e un atteggiamento aggressivo non ha portato ai risultati sperati. A complicare il quadro hanno contribuito una rosa profondamente rinnovata, gli infortuni nel reparto arretrato e un attacco poco incisivo.
La squadra, almeno pubblicamente, non aveva fatto mancare il proprio sostegno al tecnico. Anche nel dopopartita contro la Lazio, il neo capitano Juan Jesus, arrivato nelle ultime ore del mercato, aveva ribadito la vicinanza del gruppo all’allenatore. Il tecnico si prepara così a lasciare la laguna, una città nella quale aveva scelto di vivere e non soltanto di lavorare. Una decisione in controtendenza rispetto a quella di tanti professionisti che preferiscono la terraferma, tra Mestre e Treviso. Stroppa, invece, Venezia l’aveva fatta propria: gli spostamenti a piedi e in vaporetto, le chiacchiere per strada, il rapporto diretto con la quotidianità cittadina. Fino anche alle rimostranze contro chi entrava dall’uscita dei pontili, saltando la fila. Piccoli episodi che raccontano un allenatore capace di immergersi nella vita della città, lontano dall’immagine di chi considera Venezia soltanto una tappa professionale.