SANA’A – Nuove esplosioni hanno scosso durante la notte la capitale yemenita, segnando un ulteriore deterioramento del confronto tra l’Arabia Saudita e gli Houthi nel quadro della più ampia crisi mediorientale.

Secondo l’emittente Al Masirah, legata agli Houthi, e residenti della città, la coalizione a guida saudita ha colpito strutture petrolifere nella zona occidentale di Sana’a. Non è stato immediatamente chiarito quali impianti siano stati centrati.

Poco prima dei raid, in un intervento insolito, un portavoce della coalizione aveva invitato i civili ad allontanarsi dal sito della Yemen Oil Company e dalle aree di stoccaggio circostanti.

La società petrolifera controllata dagli Houthi aveva però dichiarato che i depositi erano vuoti e che un eventuale attacco saudita non avrebbe inciso né sulle riserve né sulle forniture destinate alla popolazione.

Il portavoce militare degli Houthi, generale di brigata Yahya Saree, ha affermato che qualsiasi attacco saudita contro Sana’a avrebbe ricevuto una risposta “ferma e dolorosa” a Riyadh.

L’area indicata per l’evacuazione, al-Subaha, si trova su una collina che domina la capitale e non è densamente abitata, anche se una stazione di carburante nelle vicinanze è utilizzata dalla popolazione.

L’escalation si compie pochi giorni dopo un attacco con missili e droni contro l’aeroporto internazionale di Riyadh, che sabato ha provocato almeno 13 morti e oltre 300 feriti.

L’Arabia Saudita sta cercando di capire come le proprie difese aeree non siano riuscite a intercettare la raffica di ordigni lanciata dagli Houthi.

L’attuale fase del conflitto è iniziata a settembre, quando i ribelli hanno conquistato aree strategiche lungo lo stretto di Bab el-Mandeb, passaggio essenziale per il trasporto di petrolio del Golfo e altre merci nella parte meridionale del Mar Rosso.

La coalizione saudita, che sostiene le forze vicine al governo yemenita riconosciuto internazionalmente, sta cercando di riconquistare quelle posizioni.

Ieri, gli Houthi hanno rinnovato anche il monito contro l’utilizzo dello spazio aereo saudita, mentre diverse compagnie hanno già sospeso i collegamenti con il regno a causa degli attacchi contro gli aeroporti.

Sul piano diplomatico, il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha chiesto agli Houthi di interrompere immediatamente le operazioni contro l’Arabia Saudita, definendole ingiustificabili.

Abdelatty ha inoltre invitato il ministro iraniano Abbas Araghchi a privilegiare la diplomazia nel confronto tra Iran e Stati Uniti per evitare una nuova escalation regionale.

Washington ha finora fornito condivisione di intelligence, individuazione degli obiettivi e assistenza nella pianificazione delle operazioni saudite, senza però effettuare direttamente attacchi contro gli Houthi.

Un intervento americano potrebbe spingere il movimento a tentare di bloccare il traffico marittimo attraverso Bab el-Mandeb, con conseguenze potenzialmente catastrofiche per i flussi energetici regionali.